COSOLINI: relazione di minoranza sul DDL n. 182, 183 e 184

Pubblicato il martedì 13 Dic 2022

Relazione di minoranza sul Disegno di legge n. 182 Legge collegata alla manovra di bilancio 2023-2025, sul Disegno di legge n. 183 Legge di stabilità 2023 e sul Disegno di legge n. 184
Bilancio di previsione per gli anni 2023-2025

Presentati dalla Giunta regionale il 15 novembre 2022

Egregio Presidente, Gentili Colleghe e Colleghi,
Inizio questa relazione soffermandomi su un aspetto particolare, apparentemente poco significativo, discusso in Commissione ma senza rimbalzi sui media e sull’opinione pubblica, e inizio da questo perché a mio avviso rappresenta qualcosa di più di una caduta di stile. È quella che si potrebbe definire una “chicca” purtroppo in termini rovesciati, cioè negativi.
L’art.11, relativo alle deleghe dell’Assessore Callari, che abitualmente impegna commissione e aula per una manciata di minuti, dedica i primi 4 commi a quello che di fatto è un discutibile, anzi direi profondamente ingiusto, condono. I fatti ci sono stati illustrati nella presentazione: dei diciannove occupanti alloggi di servizio riservati a personale del Corpo forestale, 9 hanno regolarmente pagato gli oneri relativi mentre 10 non pagano da diversi anni. A questi 10 noi dobbiamo dedicare una legge, dico una LEGGE, che condoni il 70% del dovuto degli ultimi 5 anni. L’Assessore ci ha detto di non considerarlo un condono e allora userò un’altra definizione ovvero quella di “una legge fatta per stabilire che non tutti sono uguali davanti alla legge”, se chi è stato regolare e ha pagato tempestivamente paga 100 e chi invece non lo è stato va a sanare a posteriori con solo 30!
Le motivazioni addotte? Il ricupero per vie legali sarebbe oneroso! Premesso che abbiamo un’Avvocatura e che le cifre da ricuperare ammontano a 100.000 euro, quindi non proprio noccioline, mi chiedo se questo diventa un principio generale da applicare ogni qualvolta un cittadino, un’associazione, un’impresa si vedono magari revocare un contributo e non provvedono tempestivamente a restituirlo…. Condoniamo tutti al 30%? Dubito, e dico per fortuna, che sia così. Mi chiedo cosa potranno dire o pensare i 9 che hanno regolarmente pagato negli anni il dovuto all’Amministrazione. Perché per come ci sono state riferite le cose questa appare una grande ingiustizia, e se c’è altro che porterebbe ad una conclusione diversa magari che ci venga detto visto che ci si chiede di votare. Lo dico perché l’insostenibilità di questa proposta così come presentata è tanto evidente che l’idea che ci sia qualche aspetto che non conosciamo rimane ed è piuttosto forte. E’ solo un problema di onerosità dell’azione di recupero? Oppure per ragioni che non conosciamo l’esito sarebbe incerto? Lo dico anche perché votare quella norma oltre che dare un colpo di spugna vuol dire far passare nel sentire comune dei dipendenti regionali come inadempienti, e vorremmo sapere se le cose stanno proprio così.
E mi chiedo anche se in ogni caso una valutazione sulla non convenienza, o magari sulla non opportunità per ragioni che non conosciamo, di procedere con il ricupero, formulata evidentemente da una figura dirigente, non debba in caso portare ad un’assunzione di conseguente responsabilità e ad un atto amministrativo, senza impegnare l’Aula Consiliare.
Care colleghe, cari colleghi,
vi sembra possibile che come Assemblea legislativa siamo ridotti a questo? E a lei Presidente sembra un esempio virtuoso di “better regulation”? Con un emendamento, che mi auguro veramente abbia il voto dell’aula, vi chiederemo di cancellare una norma impropria come strumento e profondamente ingiusta.
Chiudo questa parentesi, che però ho voluto evidenziare proprio per il rispetto che dobbiamo alla funzione legislativa cui siamo chiamati e che in questi quattro giorni ci impegna nella legge forse più importante, quella che alimenta con le necessarie risorse le politiche della Regione.
I Disegni di Legge contenuti nella manovra di bilancio 2023-2025, esaminati in questa sessione d’aula, rappresentano l’ultima occasione per la Giunta e la sua maggioranza di poter esprimere la propria programmazione e progettualità potendo contare su risorse notevoli come non si vedevano da parecchi anni.
È perfino superfluo sottolineare come la discussione di quest’anno poggia su basi completamente diverse dagli anni passati e persino da un anno fa. I presupposti numerici importanti e quanto mai positivi sul lato delle entrate consegnano una maggiore responsabilità alla Giunta Fedriga nelle scelte da fare per il futuro di questa regione.
Se l’uscita dalla crisi economico-sociale determinata dall’epidemia da covid è stata ampiamente aiutata dall’intervento statale che ha distribuito ingenti risorse per ristori e sostegni ampiamente diffusi a imprese e cittadini con ciò garantendo una certa tenuta del tessuto socio-economico regionale, il superamento dell’attuale fase di crisi economica-energetica deve per forza far leva sulle risorse regionali copiose e frutto anche dello sforzo di cittadine e imprese, soprattutto micro e piccole, sforzo concretizzatosi in significativa crescita del gettito erariale.
L’interrogativo che ci poniamo è se le scelte messe in campo siano adeguate agli obiettivi fondamentali: sostenere le fasce più deboli della nostra comunità, difendere e rafforzare il fondamentale valore della sanità pubblica come diritto garantito ai nostri cittadini, sostenere lo sforzo delle nostre imprese e accompagnarle in percorsi di innovazione competitiva, esprimere quel salto di qualità più volte annunciato ma poco praticato nel campo delle politiche ambientali dando risposte vere a quella che è una vera e propria emergenza.
Se guardiamo all’anno che si va chiudendo dove nei progressivi assestamenti sono maturate disponibilità di risorse straordinarie, pari a 1080 milioni circa, a questo interrogativo diamo purtroppo una risposta non positiva:
Certo con molte risorse si sono fatte molte cose ma:
-la montagna dei provvedimenti per sostenere le imprese alle prese con l’esplosione dei costi dell’energia ha partorito poco più di un topolino;
-l’Ambiente vede il continuo slittamento di provvedimenti legislativi più volte annunciati e un risultato finale di solo il 2% del bilancio complessivo; tra gli annunci senza sostanza spicca al momento quello dei 100 milioni di eco-bonus;
-la Sanità vive una grande difficoltà, certo dovuta anche ad altri fattori oltre, e non solo, alle scelte politiche di questa Amministrazione: ciò che colpisce però è che si continui a sminuire queste difficoltà invece che riconoscerle ed affrontarle. Intanto lo stanziamento per Sanità e Politiche Sociali che all’apertura del bilancio 2022 impegnava il 59% delle risorse è sceso percentualmente dopo gli assestamenti al 51,5!
-sulla povertà abbiamo visto respinti in ottobre emendamenti che proponevano interventi immediati verso i soggetti più esposti.
La legge di stabilità 2023 vede oggi uno stanziamento di risorse manovrabili pari a oltre i 5 miliardi di euro. A noi pare evidente che una simile capacità finanziarie espressa dal nostro tessuto socio-economico va sfruttata in modo intelligente, per mettere in campo interventi e misure di forza affinché ci sia una risposta adeguata ai tempi e ai bisogni emergenti resisi drammaticamente evidenti soprattutto negli ultimi mesi.
Durante l’iter della discussione nelle commissioni di merito abbiamo ascoltato perlopiù poche, peraltro scontate parole degli assessori competenti per materia. Visto il permanere di alcuni vuoti nel DdL Stabilità già in sede di prima commissione integrata abbiamo inteso presentare delle proposte migliorative. Gli ambiti fondamentali rimangono quelli che hanno caratterizzato la nostra iniziativa politica e legislativa nel corso del 2022 e ci impegnano anche in queste giornate a cercare, con proposte migliorative concrete, a far sì che la manovra sia adeguata ad esigenze reali, prioritarie che nell’attuale testo trovano risposte qualitativamente insufficienti se rapportate alle risorse disponibili.
Per quanto riguarda le imprese, i titoli sbandierati la scorsa estate, a corredo dell’assestamento di luglio in cui si promettevano i necessari stanziamenti per sostenere investimenti in infrastrutture energetiche, sono ancora sospesi e rinviati a futuri bandi europei. Per questo abbiamo chiesto di stanziare per il 2023 10 milioni di euro come contributi alle imprese per affrontare gli oneri relativi all’installazione di impianti fotovoltaici.
Inoltre, come avevamo ampiamente paventato, il bando attraverso cui la Giunta ha stanziato 40 milioni di ristori alle imprese per i costi energetici, ha fatto un buco nell’acqua visto che di quell’ammontare solo 13 milioni sono stati utilizzati. È evidente come quella misura non era né adeguata né tarata sugli effettivi periodi di crescita esponenziale di consumi energetici. Oggi invece noi proponiamo di intervenire con un bonus maggiormente selettivo, riferito al secondo semestre dove si è registrato l’impatto maggiore dei costi. Ed è necessario rivolgere i contributi soprattutto alle piccole e micro imprese che hanno subito un aumento significativo, pari o superiore al 40%, quantificabile in decine di migliaia di euro. In Commissione ci ha un po’ stupito sentire l’Assessore replicare che, sentiti i rappresentanti delle imprese, misure strutturali erano preferibili ai bonus: un doppio autogol perché glielo avevamo detto a luglio, senza esito, e dirlo oggi vuol dire ammettere che i bonus come li ha varati con grande clamore a luglio si sono rivelati inefficaci e che sulle misure strutturali ha perso 5 mesi e altri si appresterebbe a perderne!
Sempre in tema di “caro energia”, il Gruppo del Pd ha inoltre presentato un emendamento rivolto ai Comuni, per sostenere attraverso un investimento complessivo di 40 milioni di euro, interventi volti alla riduzione dei consumi energetici degli edifici, della pubblica illuminazione, ma anche investimenti in infrastrutture finalizzate all’autoproduzione di energia e interventi per ridurre gli sprechi idrici.
Per quanto riguarda invece le famiglie e i cittadini colpiti dal caro prezzi, e non solo dal caro bollette, pensiamo che sia giunta l’ora di “restituire” almeno in parte quanto da loro versato in termini di tassazione. La nostra regione vive di compartecipazioni e le voci maggiori sono quelle dell’IRPEF e dell’IVA. Il gettito come è stato più volte ricordato è stato straordinario e allora una parte può essere utilizzata per alleggerire la pressione sulle fasce più deboli di popolazione.
Per questo motivo abbiamo scelto di proporre una misura semplice e immediata come il taglio dell’addizionale Irpef. Riteniamo sia possibile agire subito con forza, azzerando l’addizionale Irpef per i redditi fino a 15 mila euro e riducendola allo 0.70% per quelli fino a 28 mila.
Si tratta di una misura semplice, su cui teoricamente saremmo tutti d’accordo e su cui valgono a poco contrarietà dettate da spiegazioni tecniche. Le famiglie con redditi bassi soffrono, sono in palese difficoltà e perciò è il tempo delle scelte: noi scegliamo di stare dalla loro parte e chiediamo alla giunta di ripensarci e appoggiare la nostra proposta. Non c’è molto tempo per pensare a sostegni/ristori e altro di complicato… Bisogna agire subito in questa legge di bilancio.
Un’altra proposta significativa del nostro gruppo presentata in prima commissione per cercare di venire incontro alle difficoltà economiche delle famiglie è quella relativa all’aumento del fondo per l’abbattimento delle rette di Rsa e case di riposo di ulteriori 5 milioni di euro, per contenere l’aumento in corso delle stesse rette da parte dei gestori a fronte dell’incremento dei costi di materie prime ed energia.
Nei prossimi mesi si rischia una grave stangata per le famiglie che hanno a carico persone anziane e/o disabili ospiti in residenze protette e che, senza un intervento regionale, rischiano di dover sopportare sacrifici enormi.
In materia di sanità e sociale abbiamo poi certamente notato l’aumento degli stanziamenti per il capitolo regionale destinato ai trasferimenti alle aziende sanitarie. Temiamo che questo aumento, nell’ordine del 2%, venga assorbito dall’aumento dei costi per materie prime ed energia e molto poco vada orientato ai necessari investimenti sulle criticità dei servizi e in particolare per un forte intervento sulle risorse umane, essenziale per tamponare le mancanze diffuse su molti reparti, complice anche la fuga verso il settore sanitario privato dovuta a condizioni di lavoro difficili e in molti casi insostenibili.
Servono, quindi, misure straordinarie per arginare la fuga di medici e personale sanitario dal sistema pubblico. L’iniezione di risorse previste dalla Giunta non dà sufficienti garanzie di arrivare al necessario rinforzo degli organici. Analogo sforzo è necessario sul fronte della formazione. Per questo anche sull’art.8 abbiamo predisposto una serie di emendamenti.
Altro tema su cui si sono concentrate le nostre proposte migliorative è quello dell’ambiente. La Giunta e la maggioranza, respingendo le proposte, hanno confermato di preferire gli annunci dietro ai quali c’è poco o nulla rispetto a interventi significativi. Su questo tema l’andamento della Prima Integrata è stato in perfetta continuità con le due manovre di assestamento, due occasioni decisamente perdute per dare una svolta all’’zione regionale in materia di ambiente e sostenibilità.
L’Ambiente rimane la cenerentola del bilancio regionale. Se togliamo i fondi destinati ai carburanti (55 milioni di euro), su oltre 5 miliardi di euro di spesa manovrabile, poco più di 90 milioni, cioè appena l’1,8 per cento, sono destinati a un settore che consideriamo centrale e che purtroppo continua a essere sottovalutato.
Già da tempo è evidente quanto siano necessarie e non più rinviabili lungimiranti politiche ambientali e di sostegno alla transizione ecologica ed energetica che in un’intera legislatura non abbiamo visto. Oggi i ritardi della Giunta Fedriga pesano su cittadini e imprese, segnati da costi energetici divenuti insostenibili per molti, e pesano su una comunità il cui territorio presenta ferite che andrebbero curate e rischi che richiederebbero un’adeguata prevenzione.
E parallelamente a questa pesante mancanza, in termini di visione e conseguenti investimenti, ora vediamo slittare in avanti nel tempo la “messa a terra” di FVGreen che doveva essere, a sentire la Giunta, la norma cardine su cui basare tutte le azioni della politica ambientale del Fvg. Insomma anche in questo caso molti annunci e zero sostanza.
Purtroppo la Giunta e la sua maggioranza hanno deciso di non accogliere nessuna delle nostre proposte. Le ripresenteremo in aula convinti che siano un utile contributo al miglioramento di questa manovra finanziaria. Pensiamo infatti che disponibilità di risorse così ingenti come quelle del biennio 2022-2023 proprio perché inedite e non facilmente ripetibili dovrebbero portare ad un cambio di marcia, ad una discontinuità qualitativa con scelte strategiche che vadano oltre un’ordinaria, per quanto ricca, amministrazione.
Il Gruppo del PD come sempre è accaduto proverà a presentare delle proposte migliorative sulla manovra di bilancio senza ricorrere a emendamenti “bandierina” o provocatori, convinti come siamo delle precise e concrete possibilità per dare un senso più compiuto ai documenti in discussione soprattutto con l’intento di utilizzare al meglio quelle enormi risorse.
È l’ultimo bilancio di questa legislatura e lo sforzo che tutti dovremmo fare è quello di uscire alla fine non accontentandoci di aver soddisfatto un po’ di aspettative magari di tanti ma di aver dato basi più solide alla nostra Comunità per i tempi a venire. Lavoriamo come Gruppo del PD con queste motivazioni e proprio per questo il nostro atteggiamento e il nostro voto finale dipenderanno da quanta strada si riuscirà a fare migliorando la manovra in questa direzione.

Roberto Cosolini

Trieste, 9 dicembre 2022

4135 - COS Relazione minoranza ddl 182-183-184

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