Trieste, 21.05.26 – «Prendiamo atto dell’impegno assunto dall’assessora Amirante ad adeguare, nel ddl sulle politiche abitative, i criteri di accesso agli alloggi Ater alla sentenza della Corte costituzionale. Per questo abbiamo ritirato il nostro emendamento: non perché il tema sia superato, ma perché la Giunta ha riconosciuto la necessità di intervenire». Lo afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, a margine della discussione in Aula sull’emendamento al ddl 79 relativo ai requisiti di accesso ai bandi Ater.
«La sentenza 70 del 2026 della Corte costituzionale è immediatamente efficace e ha già fatto cadere il requisito della residenza pregressa di due anni. Il punto, ora, è evitare incertezze applicative e garantire alle Ater criteri chiari, uniformi e costituzionalmente corretti».
Secondo quanto riferito in Aula dall’assessora, prosegue Moretti, «nel ddl sulle politiche abitative verrà presentato un emendamento per prevedere il requisito della residenza alla data della domanda, superando definitivamente quello della residenza protratta nel tempo. È un chiarimento importante, che va nella direzione che avevamo sollecitato».
«Anche se la Giunta ha indicato come inferiori all’uno per cento le domande interessate nelle graduatorie Ater attualmente formate, il punto resta di principio: nessuna persona deve essere esclusa dall’accesso alla casa pubblica sulla base di un criterio già ritenuto illegittimo dalla Corte costituzionale».
«Vigileremo perché l’impegno assunto oggi venga tradotto senza ambiguità nel ddl sulle politiche abitative. La casa pubblica non può essere regolata con criteri che rischiano di produrre esclusioni ingiuste o nuovi contenziosi. Il bisogno abitativo deve restare il criterio centrale, dentro un quadro normativo chiaro, rispettoso della Costituzione e uguale per tutto il territorio regionale».


