Trieste, 08.05.26 – «Nonostante anni di ipotesi progettuali, sulla messa in sicurezza del fiume Tagliamento non è ancora stata trovata una soluzione condivisa, anzi sono emerse ulteriori criticità a seguito della proposta della traversa a Dignano. Ora serve una risposta seria, per questo chiediamo alla Giunta di fare chiarezza su come il capitolato del Docfap tenga insieme sicurezza idraulica e tutela del patrimonio ambientale, apparentemente trascurata». Lo affermano i consiglieri regionali Nicola Conficoni e Manuela Celotti (Pd) che a fronte della pubblicazione del bando di gara europeo del documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), attraverso un’interrogazione, chiedono alla Giunta di esprimersi sul relativo capitolato.
«Che gli interventi di messa in sicurezza del fiume Tagliamento debbano andare di pari passo alla necessaria tutela ambientale, lo hanno ribadito gli esperti, tra cui il professor Andrea Rinaldo, anche nel corso dell’ultima audizione, così come le associazioni che hanno manifestato forti preoccupazioni a seguito della pubblicazione del bando di gara europeo del documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap)» commentano ancora i due esponenti dem ricordando che «il Tagliamento rappresenta uno degli ultimi grandi fiumi alpini ancora in gran parte naturali. Proprio per questo – sottolineano – ogni intervento deve essere valutato con la massima attenzione, privilegiando soluzioni a basso impatto che, coerentemente con la recente normativa europea, salvaguardino la connettività del corso d’acqua».
L’interrogazione di Conficoni e Celotti mette in discussione alcuni aspetti del capitolato del Docfap, a partire da un’impostazione ritenuta troppo limitata: «La richiesta di analisi concentrate solo a valle di Dignano rischia di escludere alternative efficaci su scala più ampia. Quanto ai criteri di valutazione per l’affidamento dell’incarico, ben 23 punti tecnici su 85 premiano progettisti con esperienza pregressa in opere impattanti come casse di espansione, dighe e argini diaframmati, mentre nessun punto è assegnato su specifiche voci legate ai principi di multidisciplinarietà ecologica e approcci Nature Based. Serve un cambio di passo – concludono i consiglieri – per individuare soluzioni efficaci, sostenibili e condivise, capaci di garantire sicurezza ai cittadini senza compromettere un patrimonio ambientale, culturale e identitario unico».


