Trieste, 06.07.26 – «La crisi climatica in atto impone di moltiplicare gli sforzi per contenere il riscaldamento globale. Invece di accelerare l’attuazione della legge Fvg Green in grave ritardo, però, l’assessore Scoccimarro è scivolato nell’ennesima, imbarazzante brutta figura, confermando di non essere all’altezza della sfida di vitale importanza che abbiamo difronte». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), commentando quanto avvenuto questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto Arpa, “Segnali di clima, cose e lagune in mutamento”.
«È sconcertante che, in una sede istituzionale dedicata alla divulgazione di dati scientifici, un assessore regionale scelga di alimentare una narrazione che finisce per relativizzare la responsabilità umana nel cambiamento climatico, arrivando persino a interrompere uno studioso che si è limitato a richiamare le evidenze consolidate della comunità scientifica internazionale».
Per Conficoni le dichiarazioni di Scoccimarro risultano ancora più fuori luogo mentre il Friuli Venezia Giulia è alle prese con un’ondata di calore senza precedenti, che sta producendo effetti concreti sulla salute delle persone, sull’agricoltura, sulla disponibilità della risorsa idrica e sugli ecosistemi regionali. «Non siamo davanti a un dibattito teorico o accademico, ma a una realtà che cittadini, imprese ed enti locali stanno già pagando sulla propria pelle».
«Il paradosso – prosegue l’esponente dem – è che, mentre si continua a discutere di presunti cicli naturali, dopo otto anni di governo Fedriga il Friuli Venezia Giulia non dispone ancora di un Piano regionale per il clima. Da anni denunciamo un ritardo inaccettabile: la legge Fvg Green è rimasta largamente inattuata e la strategia regionale di mitigazione e adattamento continua a essere rinviata. È questo il vero problema, non certo il richiamo degli scienziati alle evidenze della ricerca». Infine, conclude «le parole dell’assessore fanno a pugni con la scienza e rischiano di trasmettere un messaggio sbagliato proprio nel momento in cui servirebbero responsabilità, competenza e scelte coraggiose. La politica dovrebbe ascoltare chi studia questi fenomeni e tradurre le conoscenze scientifiche in politiche efficaci, non metterle in discussione».


