Assestamento: Celotti (Pd), serve più forza su istruzione e famiglie

Pubblicato il lunedì 06 Lug 2026

 

Trieste, 06.07.26 – «Se istruzione, famiglie e contrasto alla denatalità fossero davvero una priorità, l’assestamento di bilancio lo dimostrerebbe con i numeri. Invece, su un assestamento da un miliardo di euro, poco più di 10 milioni destinati a questi settori raccontano un’altra realtà». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), intervenendo in VI Commissione durante l’esame dell’assestamento di bilancio 2026. Nel corso del dibattito Celotti ha chiesto chiarimenti sullo stato della legge di attuazione in materia di istruzione non universitaria, evidenziando come la Giunta sembri «chiudere al ribasso rispetto agli indirizzi dati dal Consiglio regionale alla Commissione paritetica sul percorso di regionalizzazione della scuola». Pur riconoscendo il valore del Pacchetto scuola, la consigliera dem ha ribadito che serve un cambio di passo sulle politiche familiari. «Non basta abbattere le rette degli asili nido: occorre aumentare i posti disponibili e programmare fin da ora il dopo Pnrr, con l’obiettivo di costruire un sistema sempre più universale di accesso ai servizi per l’infanzia». Celotti ha inoltre chiesto maggiori garanzie ai Comuni sulle risorse destinate ai servizi educativi extracurricolari e ha criticato le misure sulla natalità rivolte a platee ristrette. «Più che interventi di nicchia servono politiche strutturali di sostegno alla genitorialità e alla conciliazione. E resta aperto anche il tema della penalizzazione economica della maternità: la proposta di legge sottoscritta dal Pd di portare al 100% l’indennità è stata respinta dalla maggioranza di centrodestra in Parlamento e ci aspettiamo una presa di posizione in tal senso da parte della maggioranza e della giunta regionale, visto che condividiamo la stessa lettura dell’argomento». Infine ha annunciato un emendamento per incrementare i fondi destinati alle imprese che stabilizzano i lavoratori con contratti a tempo indeterminato, «perché investire sulla qualità dell’occupazione significa investire anche sul futuro delle famiglie».

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