CARLI: Relazione di minoranza sul Disegno di Legge n. 93

Pubblicato il venerdì 17 Lug 2026

Relazione di minoranza sul Disegno di Legge n. 93 Assestamento del bilancio per gli anni 2026-2028, ai sensi dell’articolo 6 della Legge Regionale 10 novembre 2015, n 26

Presentato dalla Giunta regionale il 26 giugno 2026

Egregio Presidente, Gentili Colleghe e Colleghi,
anche quest’anno l’assestamento di bilancio estivo presenta una dotazione di risorse attorno al miliardo di euro, dimensione a cui ci siamo abituati e impensabile fino a qualche anno fa: tali risorse sono dovute per 966 mln all’avanzo di bilancio 2025, mentre per la parte residuale alle maggiori entrate tributarie; con la manovra in corso di approvazione, il totale assestato 2026 risulterà pari a 7,58 mld di euro.
Dalle notizie emerse durante la discussione in Commissione, è verosimile l’accertamento durante l’estate di nuove entrate tributarie comunicate dal MEF, che consentiranno di definire un totale assestato di bilancio a fine anno superiore alla cifra record di 7,73 mld euro toccata con il bilancio 2025.
Due considerazioni.
La prima: la natura dell’avanzo libero 2025 (determinato per una buona parte da svincolo di quote accantonate) e il rallentamento nella crescita delle entrate tributarie, rendono lecito ritenere che in futuro possano non registrarsi manovre estive ed autunnali comparabili nelle dimensioni a quanto registrato negli ultimi anni (circa 1,3-1,4 mld euro ogni anno dal 2023).
La seconda: rispetto al mld di euro di risorse disponibili (966 milioni di avanzo libero e 70 mln di nuove entrate tributarie), la giunta ha finora utilizzato circa 700 mln. Rimane quindi un terzo di risorse a disposizione della giunta e della maggioranza.
Il nostro voto di astensione in I commissione integrata sui singoli articoli del DdL e in generale sui provvedimenti in esame, come di consueto, rappresenta un segnale di sospensione e attesa rispetto a quanto potrà emergere in Aula, con l’auspicio che ci possa essere un accoglimento delle proposte emendative depositate da parte del nostro gruppo: per quanto ci riguarda faremo la nostra parte con proposte ragionate per migliorare un provvedimento che finora non ha motivi per essere osannato né glorificato.
Alla luce della dinamica dell’accertamento stabilizzato delle entrate come confermato dalla direzione competente, si andrà in futuro verso disegni di legge di assestamento infra-annuali di dimensioni più ridotte, avendo privilegiato il progressivo aumento della dotazione necessaria alla programmazione previsionale di inizio anno.
In questo cambio di prospettiva, questo assestamento potrebbe essere una delle ultime occasioni importanti per “investire” piuttosto che “distribuire”, affrontando temi strutturali con la necessaria determinazione e visione di lungo periodo.
Pertanto, ribadiamo ancora una volta la necessità di destinare una quota importante delle risorse disponibili per affrontare i grandi temi evidenziati nelle analisi delle principali agenzie di ricerca sulle tendenze socio-economiche regionali e rimasti al momento irrisolti: la scarsa crescita economica, la crisi del sistema degli Enti locali, la grave crisi demografica, che si ripercuote nelle dinamiche del mercato del lavoro in un contesto di aziende alla disperata ricerca di dipendenti e, al tempo stesso, di retribuzioni salariali non soddisfacenti e di indisponibilità di alloggi a canoni accessibili, soprattutto per i giovani che sono costretti a lasciare la nostra regione per progettare altrove la propria vita professionale e familiare.
E ancora la crisi climatica, che da un lato sta determinando gravi rischi di carattere idrogeologico, ma dall’altro sta facendo emergere la cosiddetta povertà energetica, ennesima sfaccettatura delle disuguaglianze sociali: chi ha poco non solo fa fatica a poter vivere e lavorare dignitosamente, ma non riesce nemmeno a cogliere le opportunità per una maggiore protezione dal cambiamento climatico.
Con la Legge di Stabilità e il Bilancio previsionale 2026-2028, nonché con le implementazioni previste con questo DdL di assestamento, la Giunta ha coperto abbondantemente i più svariati settori di spesa e le diverse necessità: basti pensare al comparto socio-sanitario, cresciuto abbondantemente negli ultimi anni anche grazie alle cospicue disponibilità di bilancio e che non deve più attendere gli assestamenti per vedersi riconosciuto il dovuto finanziamento.
Con la possibilità di allocare ancora circa 300 mln di euro, ci auguriamo misure di una certa consistenza e con una prospettiva di medio-lungo periodo per affrontare le criticità strutturali.
Rimangono infatti irrisolti diversi nodi, sui quali intendiamo presentare delle proposte nuove e insistere su alcune proposte già discusse in precedenti provvedimenti, relativamente ad una serie di temi che potremmo riassumere nel seguente modo:
• L’Innovazione nello Sviluppo economico e nella Pubblica Amministrazione;
• Il sostegno alle Filiere produttive e industriali, e la ridefinizione dei mix produttivi del futuro;
• Gli effetti del cambiamento del Clima su ambiente e sulle comunità;
• Il Piano delle Infrastrutture per il futuro del nostro territorio;
• Una migliore Prevenzione, sanitaria ambientale e sociale;
• Una politica basata su una Sicurezza non di facciata o di propaganda, a garanzia della Coesione sociale;
• Azioni concrete per Attrattività e Demografia.
Su questi temi, molte considerazioni sono state fatte nella relazione al DEFR, poiché riteniamo che le azioni da porre in atto debbano essere il frutto di una seria programmazione degli obiettivi e di una successiva attività di verifica sull’impatto effettivo delle misure attuate.
Da questo punto di vista, riteniamo doveroso prendere atto che le misure messe in atto per la crescita economica e per l’inversione dell’inverno demografico sono state fallimentari, alla luce del fatto che il Friuli Venezia Giulia ha una crescita economica che negli anni è stata inferiore a quella del resto d’Italia, ed ha una fortissima denatalità confrontata con le altre regioni italiane.
Tutto ciò nonostante i recenti bilanci regionali assestati abbiano potuto disporre di oltre 7 mld di euro ogni anno (a fronte di un PIL regionale di 44 mld di euro); detta in altro modo, nonostante che in ognuno degli ultimi 4 anni il bilancio regionale abbia potuto disporre di almeno 1,5 – 2 mld di euro in più rispetto al 2018 (+20%).
Una seria ed onesta analisi di impatto delle misure adottate porterebbe ad una ridefinizione delle azioni da intraprendere: siamo ancora in tempo a farlo, finché ci saranno risorse disponibili, e il nostro obiettivo, come fatto in occasione di tutte le precedenti manovre di bilancio di questa legislatura, è proprio quello di avanzare delle proposte per un cambiamento efficace.
Sia ben chiaro, non stiamo dicendo che tutto ciò che è stato fatto non andasse bene, anzi; allo stesso tempo non vorremmo sentirci dire che tutto ciò che è stato fatto va bene e non merita riflessioni.
Siamo convinti che le nostre numerose proposte emendative possano contribuire a migliorare il disegno di legge in esame e ci attendiamo che Giunta sappia accoglierle per il bene della comunità regionale.
Purtroppo, ciò non è mai avvenuto, almeno dall’inizio della XIII Legislatura, poiché la quasi totalità degli emendamenti presentati dalle opposizioni viene regolarmente bocciata in aula: i pochi che sono stati approvati nelle varie sessioni di Bilancio rappresentano poche decine di migliaia di euro rispetto ai milioni di euro stanziati per le più disparate misure contributive.
È un fatto acclarato che negli altri Consigli regionali esista una consuetudine per l’interlocuzione tra maggioranza ed opposizione finalizzata al confronto e alla condivisione di particolari obiettivi, che porta in conclusione all’accoglimento di alcune proposte emendative dell’opposizione, anche rilevanti dal punto di vista economico; nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ciò non sta accadendo da alcuni anni, nonostante le risorse siano particolarmente cresciute e, come detto, la maggioranza abbia potuto dare copertura ad ogni necessità ed esigenza.
Con questo spirito ci auguriamo di non vedere ancora una volta totalmente ignorate le nostre proposte; ancor di più, speriamo che certi atteggiamenti di sufficienza (se non di vero e proprio poco rispetto per il ruolo del Consiglio regionale) assunti da parte di alcuni assessori in occasione delle Commissioni non abbiano a ripetersi durante l’esame in aula dei provvedimenti.

Andrea Carli

Trieste, 17 luglio 2026

4865 - CAR Relazione MIN_Assestamento 2026

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