Sanità: Conficoni (Pd), Dipartimento prevenzione Asfo sotto organico, sistema Pn svilito

Pubblicato il sabato 10 Set 2022

 10.09.22 «A emergenza rientrata o comunque decisamente ridimensionata, il sistema di salute pubblica del Friuli Occidentale si trova ancora a scontare in negativo gli squilibri rispetto agli altri territori: il minor numero di tamponi pro capite eseguiti ha confermato la sperequazione che penalizza la sanità pordenonese, tradottasi in disagi concreti per i cittadini costretti a pagare i test per uscire dalla quarantena. Nonostante l’organico a disposizione sia decisamente inferiore a quello delle altre aziende sanitarie, però, il dipartimento di prevenzione dell’Asfo non è ancora stato potenziato e resta di fatto l’ennesimo tassello di uno svilimento generale». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) a margine della risposta all’interrogazione discussa in 3ª commissione Salute, attraverso la quale chiedeva alla Giunta regionale di chiarire le “differenze nella dotazione organica dei Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie territoriali del Fvg”.

«Dopo le nostre ripetute sollecitazioni l’Asfo ha assunto delle iniziative per tamponare questo squilibrio, ma tuttavia l’assessore Riccardi non ha chiarito né i motivi dello squilibrio né se i rinforzi attesi consentiranno di superarlo» continua Conficoni.

«Nel Friuli Occidentale risiede il 25,7 per cento della popolazione dell’intera regione. L’Asfo, però, ha effettuato solo il 9,4 per cento dei 2.372.965 tamponi complessivamente eseguiti nel 2020 e nel 2021 dalle diverse aziende sanitarie territoriali. I dati diffusi dall’assessore Riccardi, dunque, confermano la disparità denunciata a suo tempo dal segretario del sindacato medici di medicina generale della provincia di Pordenone, Fernando Agrusti. Un problema più volte portato all’attenzione ma colpevolmente ignorato dalla Regione, come attestano i disagi subiti anche durante l’ultima ondata dai cittadini. A oggi, inoltre, l’organico del dipartimento di prevenzione dell’Asfo non è ancora stato potenziato. Lo scorso marzo, infatti, erano in servizio 148 dipendenti (uno ogni 2.099 abitanti), contro i 227 dell’Asugi (uno ogni 1.629 abitanti) e i 341 dell’Asufc (uno ogni 1.528 abitanti). Prendendo in considerazione i soli medici, la forbice si allarga ulteriormente: Asfo 14 (uno ogni 22.188 abitanti), Asugi 34 (uno ogni 10.875 abitanti) e Asufc 42 (uno ogni 12.408 abitanti). La straordinaria abnegazione che distingue in positivo i dipendenti del dipartimento pordenonese non cancella purtroppo la sofferenza riscontrata durante i picchi del covid e nello sviluppo di altri progetti, come lo studio epidemiologico della zona pedemontana. Di qui la necessità di rinforzi che finora non sono arrivati».

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