Scuola: Fasiolo (Pd), classi troppo numerose, parametri da rivedere

Pubblicato il sabato 18 Apr 2026

 

Trieste, 18.04.26 – «Il calo di circa 2.500 studenti in un anno nelle scuole del Friuli Venezia Giulia impone una riflessione sulla scuola del futuro da molti punti di vista, ma i criteri di formazione delle classi costituiscono un’urgenza. Le problematiche dell’attuale mondo dell’infanzia, adolescenziale e giovanile sono assolutamente diverse e più complesse rispetto al contesto in cui furono fissati parametri e criteri che appartengono ormai a un’altra fase epocale. La normativa nazionale che impatta sui numeri necessari alla formazione delle classi, al mantenimento delle scuole autonome va dunque rivista, così come vanno riviste le deroghe sia per il Paese sia per la specialità regionale del Fvg». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) intervenendo nel dibattito riguardante il sistema scuola con particolare riguardo alla denatalità in Friuli Venezia Giulia.

«I parametri fissati dal dpr 81/2009 – osserva ancora – fanno riferimento a un’altra fase storica della scuola, oggi classi da 25-30 alunni non sono più sostenibili. Serve dunque – ribadisce – una revisione nazionale dei parametri, con la riduzione dei limiti minimi e massimi di studenti e la riconsiderazione dei bisogni, molteplici e complessi, a cui va data risposta il che vale per le aree disagiate sia montane sia di vallata, i territori plurilinguistici e le realtà ad alta densità migratoria». Secondo Fasiolo «la sicurezza e la qualità dell’insegnamento, la prevenzione e la risposta al disagio, devono assumere una forte centralità anche alla luce delle trasformazioni demografiche in atto».

Da qui la proposta di attivare un tavolo regionale sulla rete scolastica, che rilegga le regole del dimensionamento mettendo al primo posto i servizio alle famiglie, agli studenti, alle Organizzazioni di categoria, alle Associazioni, coinvolgendo i territori: «Servono nuovi strumenti di analisi e nuove prospettive – conclude – per rispondere ai nuovi bisogni e favorire integrazione, qualità e futuro».

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