Trieste, 24.03.26 – «Potenziare i servizi territoriali è fondamentale per affrontare un fenomeno in crescita come i disturbi del comportamento alimentare. La prossima attivazione di un polo provinciale a Roveredo in Piano, però, non cancella la ferita apertasi con la chiusura dell’rsa». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) commentando gli annunciati tempi di avvio del centro per i disturbi alimentari a Roveredo in Piano. Una questione che il consigliere ha portato in Aula attraverso un’interrogazione alla Giunta, in attesa di risposta formale, nella quale chiede di conoscere il cronoprogramma dell’attesa novità, svelato dei giorni scorsi dal sindaco Nadal cui Asfo ha comunicato la volontà di inaugurare gli ambulatori il prossimo 4 maggio, mentre la struttura residenziale per adolescenti sarà fruibile solo entro fine anno.
«Dopo avere manifestato con chiarezza la volontà di tagliare l’rsa di Roveredo in Piano già nel luglio dello scorso anno – ricorda il consigliere dem – la Regione ha chiuso l’apprezzato servizio a metà dicembre. La struttura, dunque, prima di essere nuovamente utilizzata rimarrà vuota parecchi mesi con l’Asfo che paga l’affitto per locali di fatto deserti. Considerata l’inaugurazione farlocca del nuovo ospedale di Pordenone, siamo difronte ad un altro pessimo esempio di mancata programmazione che penalizza i cittadini».
Per quel che riguarda l’offerta di cure intermedie nel distretto del Noncello, prosegue Conficoni, «risultano attualmente convenzionati 30 posti letto di rsa nella casa Serena di Pordenone. Entro la fine dello scorso anno era stata assicurata l’attivazione di ulteriori 24 posti letto di riabilitazione ospedaliera nella casa di cura San Giorgio. Peccato – conclude – che la loro funzione sembri diversa da quella svolta dall’rsa di Roveredo in Piano, alimentando i dubbi sulla sua chiusura contestata anche a livello locale dal Partito democratico e dal gruppo consiliare Cittadini insieme per Roveredo».


