Energia: Pozzo (Pd), a rischio equilibrio tra energia e territorio

Pubblicato il martedì 14 Apr 2026

 

Trieste, 14.04.26 – «Se con la nuova norma nazionale le Regioni non hanno più facoltà di individuare aree non idonee all’installazione di impianti, il rischio che avremo è di essere ancora più deboli nel governo della transizione energetica, vedendo saltare anche quelle minime limitazioni introdotte dalla nostra legge regionale di cui si attendeva proprio l’uscita della cartografia delle aree non idonee». Lo afferma il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd) replicando alla risposta dell’assessore regionale ad Ambiente ed Energia all’interrogazione sulla nuova disciplina statale e ai tempi di pubblicazione da parte della Regione delle aree non idonee.

«Prendiamo atto dalle parole dell’assessore regionale che con la nuova disciplina statale viene meno un elemento strutturale dell’impianto della legge regionale Fvg di marzo 2025. Quel tentativo di governare la transizione energetica individuando aree idonee e aree non idonee, già a nostra detta debole, salta definitivamente» continua Pozzo ricordando che «la nostra norma cercava di mettere dei paletti per guidare gli impianti fotovoltaici sul suolo agricolo, gli impianti di accumulo elettrochimico e gli impianti di biometano, con già diverse criticità nell’effettiva ricaduta sul territorio. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, sarebbero dovute uscire le linee guida e la cartografia delle aree non idonee. Con la nuova norma nazionale, le aree non idonee non esistono più e l’assessore ha dichiarato che sarebbe controproducente emanare oggi linee guida basate su una legge regionale che deve essere modificata, annunciando a quest’estate la finestra auspicata dalla giunta per portare le modifiche legislative».

In queste settimane, conclude Pozzo, «diversi Comuni, in particolare del Medio Friuli e del Collinare, hanno approvato nei consigli comunali ordini del giorno per chiedere chiarezza normativa e possibilità di tutelare il territorio. Alla luce di quanto abbiamo oggi sentito, esprimiamo tutta la nostra preoccupazione. I Comuni hanno ancora meno strumenti di prima per gestire le proposte di impianti. Chiediamo che la Regione valuti come intervenire e si adoperi per informare gli enti locali, sindaci e funzionari comunali, della situazione normativa attuale».

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