Trieste, 14.04.26 – «La posizione unitaria e bipartisan a difesa dell’Autorità del Mare Adriatico Orientale (porti di Trieste e Monfalcone) è un risultato politico rilevante attraverso la quale il Consiglio regionale esprime unanimemente la necessità del mantenimento dell’autonomia in materia portuale, che invece la norma che costituisce Porti d’Italia spa di fatto cancellerebbe». Lo affermano i consiglieri regionali Diego Moretti, Francesco Russo, Roberto Cosolini e Laura Fasiolo (Pd) a margine dell’approvazione, oggi in Aula, e intervenuti sulla mozione 186 “La costituzione della società “Porti d’Italia spa” rischia di mettere a repentaglio l’autonomia dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale”, poi modificata in “Salvaguardare l’autonomia dell’AdSP del Mare Adriatico Orientale”. Il testo votato all’unanimità dal Consiglio e che afferma che “nessuna competenza dell’Adsp verrà trasferita”, è la sintesi della mozione presentata dal gruppo Pd, con primo firmatario il capogruppo Diego Moretti, e da un successivo emendamento presentato in Aula dalla maggioranza.
Attraverso la norma nazionale che riforma il Sistema portuale italiano, denunciano ancora gli esponenti dem, «sarà Roma a decidere quello che devono fare i porti italiani, con il forte rischio di trasferire a Roma – solo per i Porti di Trieste e Monfalcone – più di 20 milioni annui, di perdere personale che, a quanto pare, lavorerà per Porti d’Italia spa, pagati dall’Adsp del Fvg». Insomma, gli esponenti dem giudicano la strategia «molto confusa e molto pericolosa: la strategia verrà decisa a Roma, gli investimenti lo stesso, una contraddizione che colpisce i porti di Trieste e Monfalcone, unici in Italia a operare per il 95 per cento con i mercati esteri, una specificità che a Roma faticano a comprendere fino in fondo».


