Omnibus: Celotti (Pd), positiva apertura a nostra proposta su dsa

Pubblicato il martedì 05 Mag 2026

 

Trieste, 05.05.26 – «I problemi legati ai tempi della diagnosi e della certificazione dei bambini e delle bambine affetti da disturbi dell’apprendimento sono una questione a cui va data necessariamente una risposta. L’apertura della Giunta alla nostra proposta che chiede, come avvenuto in altre regioni, il potenziamento della rete territoriale riconoscendo il lavoro suppletivo attualmente svolto da soggetti terzi è positiva. Per questo abbiamo accolto la richiesta dell’assessore di ritirare il nostro emendamento, per giungere così a una modifica trasversale: l’obiettivo è risolvere i problemi in modo da dare una risposta ai cittadini, non piantare bandierine». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) a margine della seduta della III commissione Salute riunita oggi per esprimere il parere sulle parti di competenza del ddl 79 “Omnibus”.

«Le diagnosi e le certificazioni dei bambini e delle bambine affetti da disturbi dell’apprendimento – spiega Celotti – si scontrano con i limiti del servizio pubblico, purtroppo non in grado di garantire i tempi previsti. Oggi le famiglie sono quindi costrette a rivolgersi a soggetti terzi, la cui diagnosi e certificazione non è però riconosciuta dal sistema pubblico, perché non è stata avviata la procedura di accreditamento e di convenzionamento». La consigliera fa notare inoltre che «non ci si può limitare a dichiarare che il disagio giovanile è in crescita e che le famiglie vanno supportate, ed è ora di passare ai fatti, costruendo sinergie per garantire le risposte». Proprio per questo, attraverso l’emendamento illustrato in commissione, e poi ritirato a fronte della richiesta dell’assessore si chiede, in applicazione di una norma nazionale, di strutturare maggiormente il sistema di risposte regionale, accreditando soggetti competenti, e utilizzando gli strumenti innovativi della co-programmazione e della co-progettazione, valorizzando la conoscenza dei problemi, l’esperienza e la competenza maturati dai soggetti del terzo settore in questi anni. «Ringrazio quindi quelle realtà che da sempre si spendono per dare risposta ai bisogni emergenti e diffusi delle famiglie, strutturando servizi innovativi, e che hanno sollecitato una risposta strutturale da parte della regione. Perché l’obiettivo, di tutti, deve essere di innovare il sistema per rispondere ai bisogni».

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