CARLI: Relazione di minoranza sul Rendiconto generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per l’esercizio finanziario 2025

Pubblicato il venerdì 17 Lug 2026

Relazione di minoranza sul Rendiconto generale della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia per l’esercizio finanziario 2025

Presentato dalla Giunta regionale il 26 giugno 2026

Egregio Presidente, Gentili Colleghe e Colleghi,
il documento che abbiamo avuto modo di esaminare in commissione con il prezioso supporto tecnico degli uffici ci ha permesso di comprendere meglio lo stato di salute del bilancio regionale.
Con la premessa che dal punto di vista tecnico non emergono criticità importanti sulla regolarità contabile come certificato dalla Corte dei conti nella sua recente Déclaration d’assurance che ha approvato gli esiti del controllo finalizzato alla Dichiarazione di affidabilità del Rendiconto generale della Regione Friuli Venezia Giulia per l’esercizio 2025 e della legittimità e regolarità delle relative operazioni, salvo richiamare l’Amministrazione ad attivarsi in ordine alle criticità rilevate nonché alla scrupolosa attenzione alle osservazioni, richiami e raccomandazioni formulati, sul piano della tenuta dei conti presente e futura a prima vista non vi è altrettanto alcuna preoccupazione.
Il corposo documento non è sicuramente di facile lettura e i freddi numeri di un singolo rendiconto andrebbero confrontati con quelli dei rendiconti degli anni precedenti per capire meglio l’andamento generale. Sarebbe utile un confronto sul triennale come avviene per gli altri documenti di bilancio per poter ottenere una rappresentazione più evidente di ciò che sta accadendo.
Il rendiconto non è solo un documento tecnico di cui prendere atto. I numeri ivi contenuti raccontano diverse cose e sta a noi cercare di comprendere la situazione generale e quindi le prospettive future.
Comprendere ciò che è stato dovrebbe consentirci cioè di immaginare ciò che potrebbe succedere negli anni avvenire.
In questo passaggio l’analisi tecnica di quanto accertato, di quanto impegnato e di quanto effettivamente speso in termini di risorse, diventa analisi politica.
La dinamica delle entrate e delle conseguenti spese degli ultimi quattro anni conferma un trend in aumento notevolissimo che, come ricordato anche quest’anno in sede di approfondimento in Prima Commissione, ha avuto la medesima evoluzione anche a livello nazionale, come riportato nei report periodici diffusi dal MEF.
Negli scorsi anni, durante il dibattito in aula relativamente al bilancio regionale, abbiamo più volte sentito esponenti della maggioranza e della Giunta regionale attribuire il merito dell’aumento del gettito tributario regionale alla particolare bontà dell’azione di governo portata avanti negli anni: pur essendo tutti molto felici di queste maggiori disponibilità finanziarie, riterremmo molto più realistica e trasparente una presa d’atto del fatto che le entrate tributarie del FVG sono il frutto di una dinamica quantomeno nazionale e non particolarmente locale.
Anche i dati di raffronto sul PIL FVG rispetto a quello nazionale confermano questa analisi, pertanto è bene che nessuno si attribuisca meriti esclusivi sulla crescita delle entrate tributarie nel bilancio della Regione FVG: i motivi dell’aumento considerevole delle entrate negli ultimi anni sono frutto principalmente del rimbalzo del PIL nella fase post-covid, dei conguagli molto favorevoli sulle compartecipazioni erariali a seguito della modifica statutaria avvenuta nel 2018 andata a regime negli anni successivi, e anche dell’effetto moltiplicatore a seguito dell’aumento dell’inflazione.
Al di là di tutto, resta un dato fondamentale nell’analisi dei bilanci della Regione FVG degli ultimi anni: l’aumento delle entrate, considerando anche un approccio prudente, ha consentito in questi anni di aumentare considerevolmente la dotazione dei bilanci di previsione.
La XIII Legislatura è infatti iniziata nel 2023 con un bilancio di previsione (approvato a dicembre 2022) che aveva una dotazione di risorse pari a 5,081 mld euro; solo tre anni dopo, cioè a dicembre 2025, il bilancio di previsione ha un piede di partenza pari a 6,517 mld euro. Ciò significa che, in soli 3 anni, la dotazione iniziale del bilancio regionale è aumentata del 28%, per un importo totale pari a 1,436 mld.
Una cifra enorme, a cui vanno poi aggiunte tutte le manovre di assestamento estive approvate negli anni, mai inferiori al miliardo di euro, spesso accompagnate anche da ulteriori manovre autunnali pari a qualche centinaio di milioni di euro: manovre autunnali definite “mini-assestamenti” per la loro dimensione ridotta rispetto alle recenti manovre di fine luglio, ma che sono enormi se paragonate alle manovre di assestamento estivo di qualche anno fa.
Dai dati discussi in I Commissione, la dinamica delle entrate tributarie evidenzia ancora una crescita, ma molto più ridotta che in passato (d’altronde, la crescita economica da qualche anno è vicina allo 0%); tutto ciò lascia intendere che in futuro è legittimo attendersi poco spazio per ulteriori aumenti del “piede di partenza” nei bilanci di previsione.
Qualche considerazione va fatta anche per l’avanzo di bilancio libero, pari a 966 mln di euro e quindi sostanzialmente in linea con gli anni passati; esso però beneficia di uno svincolo di somme importanti (389 mln), prima destinate a garanzie e fondi accantonati.
Per quanto sopra descritto, dal prossimo anno dovremmo attenderci degli assestamenti più contenuti e una programmazione previsionale che già tenga conto del livello di entrate stabilizzate secondo quanto rilevato nel corso degli ultimi 3 anni.
Ciò dovrebbe permettere una migliore programmazione della destinazione delle risorse a vantaggio di scelte politiche efficaci e tempestive, evitando assalti alla diligenza, finanziamenti in mille rivoli con ricadute molto discutibili come avvenuto con gli ultimi assestamenti di bilancio.
La modalità di utilizzo delle risorse è fondamentale. E da qui nasce di conseguenza la valutazione politica negativa sugli ultimi assestamenti laddove la giunta ha spesso preferito misure contributive universali, anziché concentrarsi su scelte strategiche; queste considerazioni saranno meglio esplicitate nella relazione sul DDL 93.
La riflessione sulla capacità della macchina regionale di saper prevedere entrate e di conseguenza saper attuare le conseguenti spese è fondamentale per poter immaginare come evolverà la comunità regionale.
Le risorse regionali non mancano quindi. Ci aspettiamo di conseguenza una presa di coscienza che a questo punto serva fare coraggiose e di lungo respiro.

Andrea Carli

Trieste, 17 luglio 2026

4867 - CAR Relazione MIN_Rendiconto 2025

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