Trieste, 16.07.26 – «La sicurezza è un tema che richiede risposte serie e concrete, senza alimentare paure o rincorrere la propaganda. Accanto agli strumenti di controllo e repressione servono politiche di prevenzione, educazione e inclusione sociale, perché solo intervenendo sulle cause del disagio si possono ottenere risultati duraturi». È questa la posizione espressa dai consiglieri regionali Francesco Russo, Laura Fasiolo, Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo (Pd) intervenuti oggi durante la seduta della 5ª commissione riunita per esprimere il pareri sulla delibera di Giunta riguardante il “Programma regionale di finanziamento delle politiche di sicurezza integrata 2026”.
Per Francesco Russo, «la destra scarica sempre su altri le proprie responsabilità. Non è una novità, ma oggi il capogruppo della Lega Calligaris ha offerto l’ennesima prova di scarsa misura istituzionale. Durante il dibattito ha scelto di aprire il proprio intervento strumentalizzando un recente episodio di cronaca avvenuto a Milano, per poi chiuderlo con un attacco alla magistratura, come se la responsabilità della mancata punizione dei malviventi fosse solo del giudice. È questo il senso dello Stato della Lega di Salvini. Un approccio che, nonostante il recente esito referendario, continua a mostrare quanto poco interesse ci sia a rispettare l’equilibrio tra i poteri dello Stato e i principi della Costituzione. Dopo quattro anni di governo Meloni e otto anni di governo Fedriga, durante i quali avrebbero avuto tutto il tempo per intervenire seriamente, legiferare e rafforzare gli organici di carabinieri e polizia, gli esponenti del centrodestra preferiscono ancora una volta cercare capri espiatori. È una strategia vecchia, stanca e sempre più simile alla rincorsa di toni da destra estrema, che finisce per sottrarre consenso anziché consolidarlo». Noi, continua Russo, «continuiamo a pensare che la politica debba rassicurare i cittadini, accompagnarli e dimostrare di saper affrontare con responsabilità i tempi complessi che stiamo vivendo. Chi alimenta paura e scarica le colpe sugli altri, alla lunga, raccoglie ciò che semina. E il crollo della Lega di Salvini e Fedriga ne è la dimostrazione più evidente».
Secondo la consigliera Fasiolo, «il programma recepisce alcune delle sollecitazioni avanzate dal Partito democratico, ma occorre rafforzare con decisione il capitolo della prevenzione. L’attenzione deve essere rivolta alle fasce più fragili, dagli anziani vittime di truffe ai giovani esposti a dipendenze, cyberbullismo e violenza». Per questo, ha ribadito «la necessità di investire maggiormente nei consultori, nel sostegno psicologico, nell’educazione al rispetto e nei percorsi di prevenzione nelle scuole. Serve anche una verifica dell’efficacia degli interventi già finanziati». Fasiolo ha inoltre rilanciato la proposta di finanziare gli educatori di strada, «figure fondamentali per intercettare i ragazzi più vulnerabili», e ha sottolineato l’importanza di «rafforzare le misure di sicurezza nel trasporto pubblico e nelle aree urbane, senza dimenticare campagne informative dedicate agli anziani per contrastare le frodi».
Per la consigliera Celotti, «è sbagliato utilizzare i casi di cronaca più gravi per descrivere l’intera situazione della sicurezza regionale. Se alcuni reati diminuiscono e altri aumentano non si possono attribuire i risultati positivi esclusivamente all’azione della Giunta e scaricare le criticità su altri livelli istituzionali». E ancora, ha continuato sottolineando che «il centrodestra governa il Paese da quattro anni e quindi la smettano di chiedere cambiamenti come se dipendessero da qualcun altro. Peraltro le scelte fin qui fatte, dall’aumento dei reati all’inasprimento delle pene hanno se possibile peggiorato la situazione» e ha evidenziato come «il vero investimento ancora mancante riguardi le politiche di inclusione sociale, l’educazione e la prevenzione. Pur riconoscendo l’utilità degli investimenti nella videosorveglianza, nella polizia locale e nei sistemi integrati di sicurezza, è importante insistere sulla necessità di rafforzare la gestione associata dei servizi nei piccoli Comuni e di affrontare in modo strutturale la crescita della violenza di genere e del cyberbullismo attraverso l’educazione affettiva e relazionale nelle scuole».
Il consigliere Pozzo, ha evidenziato come «il calo dei furti nelle abitazioni rappresenti un dato positivo, ma non deve far sottovalutare l’aumento di reati quali frodi informatiche, danneggiamenti, violenze sessuali e la diffusione di armi da taglio, soprattutto tra i più giovani. È necessario affrontare il tema senza strumentalizzazioni, promuovendo azioni di prevenzione» ha continuato ricordando che la maggior parte delle competenze resta in capo allo Stato. Pozzo ha quindi espresso apprezzamento per il sostegno ai corpi di Polizia locale e per le risorse destinate ai Comuni più grandi, evidenziando tuttavia come esistano ancora amministrazioni prive del servizio di polizia locale. Ha infine posto attenzione sulla sicurezza del trasporto pubblico locale: «Serve un incremento delle risorse per estendere la presenza delle guardie giurate, in particolare nella vasta provincia di Udine, così da garantire maggiore tutela agli autisti e ai cittadini».
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