MOZIONE
Proponenti: CARLI, CELOTTI, CONFICONI, COSOLINI, FASIOLO, MARTINES, MENTIL, MORETTI, PISANI, POZZO, RUSSO, BULLIAN, CAPOZZI, HONSELL, LIGUORI, MASSOLINO, MORETUZZO, PELLEGRINO, PUTTO
OGGETTO: Promozione e sostegno alla diffusione dei Patti Digitali di Comunità per una gestione condivisa e consapevole dell’accesso dei minori alle tecnologie digitali
RILEVATO CHE l’accelerato processo di digitalizzazione degli ultimi decenni ha profondamente mutato e reso più complesso il compito educativo delle famiglie e di tutta la comunità educante, determinando, attraverso la diffusione di Internet, dei social media e degli smartphone, una condizione di “connessione permanente” che impone scelte dirimenti circa i tempi, i luoghi e le modalità di utilizzo delle tecnologie;
EVIDENZIATO CHE l’ingresso dei minori in tale ecosistema digitale risulta sempre più precoce, generando nei genitori e nella scuola una diffusa percezione di impreparazione e inadeguatezza, sia sotto il profilo delle competenze tecniche sia per quanto concerne le scelte pedagogiche volte a governare l’impatto di tali strumenti sulla crescita dei minori;
CONSIDERATO CHE il momento della consegna dello smartphone rappresenta lo snodo critico in cui maggiormente si manifestano tali criticità, poiché spesso condizionato da una forte pressione sociale e commerciale che induce le famiglie a concedere dispositivi connessi ai figli preadolescenti nel timore di escluderli dal gruppo dei pari;
APPRESO CHE ampie rilevazioni statistiche, ricerche scientifiche e pronunciamenti delle associazioni pediatriche internazionali, evidenziano come la maggioranza delle famiglie ritenga necessario posticipare l’arrivo di smartphone e social nelle mani dei minori per consentire un adeguato accompagnamento educativo, incontrando tuttavia oggettive difficoltà nell’attuare tale proposito in assenza di una rete di sostegno, anche comunitaria, che sostenga i singoli nelle scelte educative;
RICORDATO CHE l’emergenza pandemica da COVID-19 ha ulteriormente acuito il fenomeno della iperconnessione, incrementando il tempo trascorso dai minori dinanzi agli schermi;
RILEVATO CHE la letteratura scientifica ha documentato la sussistenza di correlazioni negative tra l’esposizione precoce e prolungata agli schermi e lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei minori, con particolare riferimento ai ritardi nell’acquisizione del linguaggio e alle criticità nella gestione dell’attenzione, documentando inoltre che l’interazione solitaria con il dispositivo digitale tende a sostituire la fondamentale relazione interpersonale con l’adulto e con i pari;
EVIDENZIATO CHE si registra un incremento allarmante di patologie fisiche, quali l’insorgenza della miopia (secondo le stime dell’OMS interesserà il 50% della popolazione globale entro il 2050 a causa della visione ravvicinata costante) nonché la sistematica compromissione della qualità del sonno e l’emergere di comportamenti riconducibili a sindromi da deficit di attenzione (ADHD), con conseguente pregiudizio per le performance scolastiche e il benessere psicofisico dei minori;
APPRESO CHE autorevoli rapporti internazionali, tra cui il documento “Social Media and Youth Mental Health” (2023) del Surgeon General statunitense, mettono in guardia circa i rischi dei social media per la salute mentale, rilevando nessi diretti tra l’uso intensivo delle piattaforme e l’insorgere di ansia e depressione, invitando i genitori a unirsi per fronteggiare questa sfida;
SOTTOLINEATO CHE desta particolare preoccupazione l’impiego delle “addictive design features” (scorrimento infinito, notifiche intermittenti, autoplay), appositamente progettate per generare un uso compulsivo che risulta estremamente insidioso per i minori, facilitando l’insorgenza di nuove dipendenze digitali, fenomeni di cyberbullismo e rischi di adescamento online che trovano proprio nella fase della preadolescenza il loro momento di massima criticità;
CONSIDERATO CHE le principali organizzazioni pediatriche, in linea con le direttive dell’OMS, raccomandano “zero minuti di tempo schermo” nei primi 24 mesi e una drastica limitazione nelle età successive, sconsigliandone l’uso durante i pasti, prima di andare a scuola o nel tempo del riposo, sollecitando i genitori a stabilire regole familiari per salvaguardare momenti privi di dispositivi;
PRESO ATTO CHE in tale contesto si è sviluppata l’esperienza dei “Patti Digitali”, nati nel 2022 dalla collaborazione tra il Centro di Ricerca “Benessere Digitale” dell’Università di Milano-Bicocca e le associazioni MEC, Aiart Milano e Sloworking, intesi quali patti di corresponsabilità che partono dalle famiglie per aprirsi alla cooperazione con scuole, società sportive, oratori e pubbliche amministrazioni;
OSSERVATO CHE l’efficacia dell’educazione all’utilizzo dei dispositivi digitali risulta incrementata quando attuata in modo coordinato da una comunità unita, poiché la frammentazione dei messaggi educativi genera disorientamento nei minori, e che lo strumento del “Patto di Comunità” si fonda su pilastri quali:
1. la decisione congiunta sul momento di accesso alle pratiche digitali;
2. la partecipazione a momenti di formazione e scambio di esperienze per un uso creativo e consapevole;
3. la regolamentazione concordata con i figli su tempi, luoghi e contenuti;
4. l’assunzione di impegni diretti da parte dei genitori per promuovere un approccio sano alla tecnologia in tutta la famiglia;
RILEVATO ALTRESI’ CHE la validità di tale percorso è testimoniata dall’adesione di numerose istituzioni, tra cui il Consiglio Regionale della Toscana, il Comune di Milano, e le amministrazioni comunali di Lecco, Imola, Crema, Verbania, Vimercate, Pinerolo, Nembro, Lurago D’Erba, Cinisello Balsamo, Cernusco sul Naviglio, Silea, Quinto, Morgano, Belluno, Torreglia, Luserna San Giovanni, Villasanta, Colle Brianza e Galbiate;
TENUTO CONTO CHE l’adesione di questa Amministrazione Regionale a tale rete si porrebbe in linea con le migliori pratiche nazionali, trasformando una sfida educativa individuale in una risorsa collettiva per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
TUTTO CIÒ PREMESSO, SI IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE A:
1. promuovere e sostenere, nell’ambito delle proprie competenze, la diffusione dei “Patti Digitali di Comunità” su tutto il territorio regionale, favorendo la creazione di reti tra istituzioni locali, istituzioni scolastiche, e realtà del terzo settore, finalizzate a una gestione condivisa e consapevole dell’accesso dei minori alle tecnologie digitali;
2. attivare specifiche iniziative di sensibilizzazione e percorsi di formazione rivolti alle famiglie, ai docenti e agli educatori, avvalendosi della collaborazione di università e centri di ricerca specializzati, volti a diffondere la conoscenza dei rischi connessi all’uso precoce dei dispositivi elettronici e a promuovere le buone pratiche per lo sviluppo del benessere digitale e della sicurezza dei minori online;
3. valutare l’adozione di bandi o linee di finanziamento dedicate per supportare i Comuni e gli istituti scolastici che intendano avviare progetti di “Patti Digitali di Comunità”, agevolando lo scambio di buone prassi a livello regionale e garantendo alle comunità locali gli strumenti necessari per implementare modelli educativi che prevedano la gradualità nell’utilizzo dello smartphone e dei social media.
Presentata alla Presidenza il 05/05/2026
4709 - CAR Mozione patti digitali
