Stato-Regione: Russo (Pd), autonomia indebolita dalla Giunta

Pubblicato il lunedì 22 Giu 2026

 

Fasiolo: «Intervenire su organici uffici giudiziari e sulla sanità»

Trieste, 22.06.26 – «Nonostante la Giunta Fedriga sia stata la più stabile e ricca di sempre, e con un leader che ha un peso specifico a Roma e un governo amico, non è riuscita a portare nulla a casa nei rapporti tra Stato e Regione. Insomma, l’Autonomia, con loro, è diventata purtroppo una chiacchiera o poco più visto che sono diventati più centralisti di Vannacci». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Russo, intervenuto oggi in quinta commissione, insieme ai consiglieri Laura Fasiolo, Francesco Martines e Diego Moretti (Pd), a margine dell’audizione dei componenti di nomina regionale e alla presidente della Commissione paritetica Stato-Regione.

Nel corso del confronto, Russo ha evidenziato come i risultati ottenuti dal Friuli Venezia Giulia nei rapporti con lo Stato siano stati «scarsi rispetto al peso politico che la Regione esprime oggi a livello nazionale. La sproporzione rispetto a quanto riesce a ottenere il Trentino-Alto Adige è evidente. Il ruolo del presidente Fedriga dovrebbe consentire di superare le resistenze dei ministeri, a partire dal Mef. Il caso più eclatante riguarda l’istruzione: quanto ottenuto finora non rende giustizia alla nostra autonomia». Russo ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di difendere il sistema portuale regionale e di contrastare la riforma dei porti.

La consigliera Fasiolo ha posto l’accento sulle carenze di personale negli uffici giudiziari e scolastici, segnalando situazioni particolarmente critiche nei tribunali del territorio.

«Le scoperture in particolare a Gorizia sono drammatiche e a maggior ragione urge l’audizione richiesta da ormai tre anni e ripetutamente sollecitata dai funzionari dei tribunali della regione». Ha inoltre ribadito la necessità di completare le norme di attuazione dello Statuto in materia sanitaria, per consentire alla Regione maggiore autonomia organizzativa e capacità di assunzione. «Servono strumenti che rafforzino l’attrattività del sistema sanitario regionale e che consentano di investire su cura e prevenzione».

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