Infrastrutture: Conficoni (Pd), dopo oltre 20 anni l’ex provinciale “pista carri” deve ancora aspettare

Pubblicato il giovedì 16 Giu 2022

16.06.22 «Nonostante un’attesa lunga oltre vent’anni e le promesse di una risoluzione definitiva entro il 2020 da parte della Giunta Fedriga, la sistemazione dell’ex pista carri dovrà ancora attendere». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) a margine della risposta all’interrogazione alla Giunta regionale attraverso la quale chiedeva chiarezza sui tempi di completamento dell’ex pista carri, la strada ex provinciale che da San Quirino corre a ridosso della base Usaf.

«La risposta data dall’assessore alle Infrastrutture, Pizzimenti, è deludente e conferma che l’ex pista Carri resterà ancora per diverso tempo un’incompiuta. Il progetto esecutivo è un passo avanti ma decisamente tardivo: i prezzi delle materie prime, infatti, sono aumentati rendendo necessario l’aggiunta di ulteriori fondi attualmente non disponibili, cosa che si sarebbe probabilmente potuto evitare se l’opera fosse stata mandata avanti con i giusti e previsti tempi, su cui si era impegnato in passato l’assessore».

Secondo Conficoni, «il forte ritardo già accumulato e i tempi di realizzazione ancora indefiniti deludono le aspettative che lo stesso assessore aveva suscitato e confermano la scarsa attenzione della Giunta Fedriga verso la modernizzazione delle infrastrutture del Friuli Occidentale, sia per i trasporti su gomma, sia per quelli su ferro. Gli esempi negativi di questo andazzo sono molti, troppi, a partire dal ponte sul Meduna, il cui progetto di raddoppio è fermo da più di un anno. Ma anche la gronda nord il cui studio di fattibilità non è stato approvato nonostante sia stato consegnato alla fine del 2020. E ancora, ad appesantire questo scenario, ci sono i fondi distratti per il completamento della strada del Mobile, sull’asse Azzano Decimo-Pasiano di Pordenone, l’allargamento dell’ex strada provinciale 21 tra San Vito, Bannia e Fiume Veneto che viaggia in forte ritardo, non c’è una soluzione per il nodo di Cimpello e così via. Insomma, l’elenco purtroppo è lungo ed è condito dalla mancanza di fatti concreti e di comunicazione e informazione nei confronti degli amministratori locali».

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