Vajont: Carli (Pd), Regione si tira indietro sulla Fondazione

Pubblicato il martedì 15 Set 2026

 

«Le comunità coinvolte non meritano un trattamento di serie B nella memoria»

Trieste, 15.09.26 – «La Regione fa marcia indietro sulla Fondazione Vajont e sceglie di non assumersi una responsabilità istituzionale sulla memoria di una tragedia che riguarda direttamente anche il Friuli Venezia Giulia. È una scelta che ritengo profondamente sbagliata e insoddisfacente». Lo afferma il consigliere regionale Andrea Carli (Pd), replicando alla risposta all’interrogazione con cui chiedeva alla Giunta di chiarire le proprie intenzioni sul percorso di adesione alla Fondazione Vajont.

Nella risposta all’Iri, la Giunta ha comunicato di aver valutato la quota di ingresso, pari a 375mila euro e corrispondente a quella versata dal Veneto, insieme alle attività della Fondazione, al possibile ruolo della Regione e al rapporto tra costi e benefici. Al termine della valutazione, l’amministrazione regionale ha dichiarato che, allo stato attuale, non sussistono le condizioni per procedere all’adesione, lasciando aperta la possibilità di riesaminare la scelta in futuro.

«Sono estremamente deluso dalla risposta, che evidenzia una valutazione meramente economica (peraltro nota da oltre un anno), e senza i necessari approfondimenti sulle reali opportunità derivanti dalla partecipazione alla Fondazione: a questo riguardo, dopo mozioni e interrogazioni inoltrate nel tempo, circa un anno fa avevo chiesto io stesso una specifica audizione della Fondazione Vajont in quinta commissione, richiesta che a oggi è stata totalmente ignorata a testimonianza del fatto che a prescindere da ogni ragionamento la Regione non intende procedere all’ingresso in Fondazione».

Secondo Carli, «sostenere (a prescindere dalla valutazione dei contenuti) che 375mila euro siano eccessivi per l’ingresso in Fondazione Vajont risulta a mio avviso irrispettoso nei confronti della memoria del Vajont, soprattutto alla luce delle enormi cifre spese dal bilancio regionale per le innumerevoli cerimonie a ricordo del 50° anniversario del terremoto in Friuli, per le quali i 3 milioni di euro spesi per l’ormai famoso concerto di Bocelli rappresentano solo la punta dell’iceberg: le comunità coinvolte non meritano un trattamento di serie B nella memoria del Vajont».

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