Trieste, 15.09.26 – «La preintesa sottoscritta da amministrazione regionale e parti sindacali è un buon risultato derivante dalle trattative sul comparto unico. L’auspicio è che la Corte dei conti tenga in considerazione questo dato, dando un via libera che confermerebbe il riconoscimento dell’autonomia negoziale delle controparti che va salvaguardata insieme all’autonomia della Regione nell’utilizzo delle risorse e nel cercare di valorizzare il lavoro della pubblica amministrazione». Lo affermano i consiglieri regionali Francesco Martines e Massimiliano Pozzo (Pd) intervenendo nel dibattito sul rinnovo del contratto del Comparto unico del Friuli Venezia Giulia e dopo la relativa risposta della Giunta all’interrogazione presentata oggi in Aula da Martines.
«Oggi l’assessore Roberti, nella propria risposta, ha confermato le modifiche introdotte nella nuova preintesa dopo la mancata certificazione del precedente accordo da parte della Corte dei conti, richiamando in particolare gli interventi sui percorsi di carriera, sulle posizioni organizzative e sul limite previsto per il welfare aggiuntivo degli enti locali» fanno sapere Martines e Pozzo.
«I sindacati hanno definito la nuova preintesa un nuovo punto di equilibrio raggiunto attraverso la trattativa. È importante che il risultato costruito dalle parti riesca a salvaguardare il valore della contrattazione e il percorso di valorizzazione del personale pubblico», sottolineano.
Ora, continuano, «auspichiamo che arrivi quanto prima la certificazione definitiva, visto che i temi più forti evidenziati dalla Corte dei conti non sono stati toccati nella preintesa. Di fatto i punti più qualificanti non riguardano soltanto il rinnovo contrattuale: riguardano la possibilità per una Regione autonoma di esercitare concretamente le proprie prerogative, utilizzando responsabilmente le proprie risorse per valorizzare chi lavora nella pubblica amministrazione e renderla più attrattiva, anche per le nuove generazioni, riguardano la possibilità di distinguersi dalle condizioni delle altre regioni e riguardano il valore dell’autonomia negoziale delle due controparti» concludono Martines e Pozzo.


