Province: Gruppo Pd, riforma con molte incertezze su nuovi enti

Pubblicato il mercoledì 17 Giu 2026

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Trieste, 16.06.26 – «Le audizioni odierne hanno rafforzato la nostra idea che la riforma presentata dalla Giunta, oltre a essere priva di un preventivo confronto con i soggetti interessati, lascia aperte troppe incertezze sul ruolo delle future Province e presenta scarsa chiarezza sulle funzioni che saranno chiamate a svolgere». È in sintesi il giudizio espresso dai consiglieri regionali Francesco Russo, Laura Fasiolo e Manuela Celotti (Pd) intervenuti oggi in V commissione riunita per le audizioni sul disegno di legge 86 “Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale”.

Per Russo il punto centrale riguarda il modello istituzionale da adottare: «Occorre interrogarsi su quale sia oggi la migliore modalità per organizzare le aree vaste e gli enti di rappresentanza territoriale. In Europa si stanno affermando forme di governance spesso diverse dai tradizionali modelli provinciali di derivazione napoleonica. La domanda è se per il nostro territorio la risposta migliore sia semplicemente riproporre il modello abolito una decina di anni fa oppure se sia arrivato il momento di immaginare soluzioni innovative, anche ragionando sulla prospettiva di una città metropolitana».

La consigliera Fasiolo ha posto l’attenzione sul ruolo attualmente svolto dagli Enti di decentramento regionale: «Alle Edr chiediamo quale potrebbe essere l’evoluzione della loro attività e se esistano modelli organizzativi alternativi in grado di garantire risposte efficaci ai territori. Le funzioni oggi in campo riguardano principalmente scuola, viabilità e poche altre competenze. È legittimo chiedersi se sia davvero necessario ricondurre tutto all’interno di un ente chiamato Provincia. Non vedo l’esigenza di un cambiamento così radicale che rischia di riproporre strutture del passato. Restano molte perplessità e diversi interrogativi ancora senza risposta. È importante stabilire se Province sia sinonimo di area vasta di cui parla la legge, perché così non è. Stiamo parlando di una legge che ha dei presupposti di illegittimità».

Secondo la consigliera Celotti, le audizioni hanno confermato la necessità di un approfondimento più ampio: «Ascoltando gli auditi si rafforza la convinzione che questa riforma avrebbe dovuto essere preceduta da un confronto più organico. È certamente necessario un ente intermedio che alleggerisca il rapporto tra Regione e Comuni, ma resta da chiarire quale debba essere il suo ruolo. Se si tratta di un ente con funzioni politiche, allora l’elezione trova una sua ragione; se invece dovrà limitarsi a gestire strade e scuole, allora più che un Consiglio provinciale, servirebbe un buon direttore».

Celotti ha inoltre evidenziato le incertezze relative alle funzioni e alle dimensioni dei futuri enti: «Le realtà territoriali del Friuli Venezia Giulia sono molto diverse tra loro e occorre capire quale sia la dimensione più adeguata per rispondere ai bisogni dei Comuni. Prima di discutere l’assetto ordinamentale, sarebbe stato necessario chiarire obiettivi, competenze e funzioni. Nulla di tutto questo è stato oggetto di un reale confronto».

Infine, la consigliera dem ha ricordato che «negli ultimi anni si è creato un vuoto tra Regione e Comuni. Oggi bisogna capire quali siano le priorità da affrontare e costruire un sistema istituzionale capace di dare risposte efficaci ai territori. Rimane una grande preoccupazione per quello che accadrà nei Comuni visto che è più che prevedibile un nuovo esodo dei dipendenti e nessun elemento di garanzia è stato posto»

 

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