Trieste, 29.06.26 – «Dopo otto anni di annunci, la maggioranza porta in Aula una riforma che non innova il sistema istituzionale, non affronta le sfide importanti che abbiamo davanti e si limita a riproporre il passato». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) relatrice di minoranza del disegno di legge 86, “Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale”, da oggi all’esame del Consiglio regionale.
«Nonostante questa sia stata presentata come una parte determinante e fondamentale dell’azione politica di questo centrodestra, il presidente Fedriga è assente e la Giunta ridotta all’osso» sottolinea.
Secondo Celotti, il provvedimento «è un contenitore vuoto, privo di una visione strategica e incapace di affrontare le grandi sfide che interessano il Friuli Venezia Giulia, dall’inverno demografico alla transizione digitale, fino al rafforzamento dei Comuni e della governance di area vasta».
Per la consigliera dem, il ddl «si limita a restaurare enti del passato senza definirne realmente funzioni, competenze e prospettive, aumentando il rischio di sovrapposizioni istituzionali, nuovi costi e ulteriore incertezza per enti locali e personale».
Inoltre, sottolinea, «un’inaccettabile incongruenza tra i riferimenti che Giunta e centrodestra fanno ai principi della democrazia e la negazione della mozione sul referendum consultivo presentata dalle opposizioni, sottraendosi al confronto democratico con i cittadini su una scelta così importante».
Questa, conclude Celotti, «era l’occasione per costruire una riforma coraggiosa e condivisa. La Giunta ha invece scelto una soluzione ideologica, rinunciando al confronto e all’innovazione. Per questo il Partito Democratico conferma la propria netta contrarietà al provvedimento arrivato in Aula».


