Trieste, 01.07.26 – «Dopo otto anni di annunci, il centrodestra consegna al Friuli Venezia Giulia un disegno di legge senza visione, privo di una reale riforma e profondamente ridimensionato dalle proprie divisioni interne. Quello approvato ieri è un provvedimento che non risponde ai bisogni dei territori e lascia le future Province senza un vero ruolo politico e istituzionale». Lo ha detto la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) relatrice di minoranza del disegno di legge 86, “Principi e norme fondamentali del sistema Regione-Autonomie locali, istituzione e ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia e soppressione degli Enti di decentramento regionale” annunciando il voto contrario del Pd alla norma approvata ieri notte dall’Aula.
«All’inizio del dibattito – ha continuano Celotti nelle dichiarazioni di voto – avevo detto di avere l’impressione che stessimo discutendo due disegni di legge diversi. Dopo due giorni pare che noi e la maggioranza non abbiamo frequentato nemmeno la stessa Aula. È evidente che il provvedimento si è scontrato non solo con la fragilità dei suoi contenuti, ma soprattutto con le profonde spaccature della maggioranza. Chi aveva promesso il ritorno delle Province è entrato in Aula con un pugno di mosche ed è uscito con un pesante segnale di stop».
Per Celotti, «Alla fine resta un ente commissariato, come peraltro sembrano esserlo politicamente anche l’assessore e il presidente, senza alcuna prospettiva di elezione nel breve periodo, con competenze limitate alla gestione di strade, scuole e della centrale unica di committenza dei Comuni. Un modello che non rappresenta alcuna innovazione e che non offre risposte ai cittadini, alle famiglie, ai giovani, alle imprese, agli anziani, all’ambiente e agli stessi Comuni, che rischiano anzi di perdere autonomia e capacità di incidere».
«Le Province volute dal centrodestra sono state, di fatto, fermate dal centrodestra stesso. Noi abbiamo denunciato fin dall’inizio l’assenza di una visione strategica, di una programmazione e di un vero progetto di riordino del sistema delle autonomie locali. Per questo – ha concluso – il nostro voto contrario è convinto: il Friuli Venezia Giulia meritava una riforma vera, non un compromesso al ribasso nato dalle divisioni della maggioranza».


