Gradisca, 01.06.26 – «Il Cpr di Gradisca è una sciagura, una struttura-mostro che da 20 anni testimonia ingiustizie e disumanità: questo e tutti i Cpr vanno assolutamente chiusi». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) commentando la situazione del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Gradisca di Isonzo.
La consigliera esprime dunque solidarietà al sindaco di Gradisca, Alessandro Pagotto e apprezzamento per il lavoro svolto dalla Garante comunale dei detenuti Cristina Patron. Inoltre ricorda che ha presentato, da tempo, in Consiglio regionale una mozione che «oggi più che mai è viva e attuale. Con la manifestazione di civiltà davanti al Cpr, e la presenza straordinaria di Marco Cavallo, avevamo ribadito l’inadeguatezza e l’assurdità dei Cpr, strutture inadeguate oltre ogni immaginazione, che rinchiudono giovani disperati, in gabbie segnate da rivolte continue». In questo contesto, continua, «risultano molto difficili anche le condizioni di lavoro della Polizia, costretta ad allerte difficili», e, ancora, «sono pure rischiose le condizioni degli operatori civili. Uno stress che percepisce il territorio di Gradisca costretto a subire il peso della gestione di una mega struttura».
Per questo, Fasiolo rinnova le richieste, già presentate nell’Aula del Consiglio regionale, di «rafforzare la presenza di mediatori culturali e di assegnare risorse per la comprensione di lingua e cultura, con il superamento delle difficoltà comunicative, premessa a qualsiasi forma di comunicazione. Gli stessi sindacati di Polizia chiedono che si eviti una pesante marginalizzazione dei migranti che, sovente, genera le condizioni ideali affinché i disperati finiscano in tentativi suicidi. La politica – conclude Fasiolo – deve interrogarsi e porre fine a questa situazione, questo dev’essere l’obiettivo prioritario a questi luoghi vergognosamente disumani».


