Trieste, 30.09.26 – «Ancora una volta il territorio montano viene svilito e le sue comunità trattate da serie B. La misura che da domani introdurrà l’aumento degli sconti regionali sui carburanti si rivela una manovra superficiale che serve in generale ad accontentare tutti, ma non a riequilibrare le grandi differenze che ci sono tra i territori». Lo afferma il consigliere regionale Andrea Carli (Pd) intervenendo nel dibattito sul caro carburanti. In occasione dell’approvazione del ddl 65, Norme per il sostegno all’acquisto dei carburanti, ricorda il consigliere dem, «ci esprimemmo con un voto contrario a causa della profonda insoddisfazione per la completa chiusura da parte del centrodestra alle nostre proposte, tra cui appunto gli emendamenti che chiedevano di sistemare alcune iniquità e disparità di trattamento di cittadini, come per esempio i cittadini di Vajont che da anni stanno subendo un trattamento della scontistica che è inferiore rispetto ai comuni limitrofi, ma anche per quello che riguarda invece la possibilità di usare maggiori sconti per i cittadini dei comuni di alta montagna». E ancora, continua, «a restare totalmente inascoltata è anche la petizione (che ha raccolto circa 1.400 firme della montagna pordenonese) consegnata lo scorso giugno al presidente del Consiglio, Bordin, per chiedere appunto l’aumento e l’estensione degli sconti sul carburante nei territori montani. È infatti del tutto evidente che l’aumento dei prezzi del carburante colpisce soprattutto coloro che abitano nelle valli di montagna, costretti a percorrere molti chilometri in auto per la distanza dal lavoro e dai servizi, unita alla mancanza di servizi di trasporto pubblico consistenti: eppure queste comunità hanno spesso a disposizione sconti sui carburanti sensibilmente inferiori a chi vive nelle zone economicamente più sviluppate e dotate di servizi, come l’area Giuliana». A fronte delle sollecitazioni ricevute in questi anni, prosegue, «non c’è mai stato il minimo segnale di disponibilità ad affrontare la tematica, per mostrare un segnale di interesse nei confronti delle comunità che vivono nelle nostre valli. E anche questa volta si pensa a ulteriori sconti generalizzati, senza nemmeno considerare una misura per venire incontro a chi ha realmente bisogno di una rimodulazione degli sconti per vivere: per l’ennesima volta Trieste si è dimenticata della montagna».


