Trieste, 21.07.26 – «La Regione ha potuto contare in questi anni su risorse straordinarie, ma la crescita economica e sociale del Friuli Venezia Giulia non è stata altrettanto straordinaria. Questa potrebbe essere una delle ultime occasioni per utilizzare una disponibilità finanziaria così ampia: bisogna intervenire ora sui problemi strutturali, evitando di disperdere risorse in misure episodiche o orientate al facile consenso». Lo ha affermato in Aula il consigliere regionale Andrea Carli (Pd), relatore di minoranza sull’assestamento di bilancio.
«La manovra supera il miliardo di euro e comprende 966 milioni di avanzo libero. Una condizione favorevole che impone una responsabilità politica altrettanto grande». Secondo Carli, nonostante la consistente capacità di spesa, il Fvg non ha registrato una crescita significativamente superiore rispetto alle altre regioni. «Dobbiamo quindi rendere più efficaci le scelte di investimento». Il Pd ha presentato 222 emendamenti su demografia, innovazione, sviluppo produttivo, cambiamento climatico, infrastrutture, salute, sicurezza e coesione sociale.
Sul fronte industriale, Carli richiama le oltre 8.300 persone coinvolte nelle crisi aziendali e le 92 imprese che ricorrono agli ammortizzatori sociali. «Serve una vera strategia industriale, capace di superare una politica prevalentemente difensiva». Tra le priorità anche la riduzione dei costi energetici per le imprese, il rafforzamento delle reti elettriche e idriche e gli investimenti per affrontare il cambiamento climatico e il rischio idrogeologico.
Sul tema della casa, «il problema degli affitti non si risolve soltanto ristrutturando appartamenti o riducendo l’Ilia: serve un fondo di garanzia e una fiscalità che incentivi chi mette gli immobili sul mercato degli affitti, per migliorare l’attrattività». Il Pd propone inoltre di rafforzare la capacità amministrativa dei Comuni, sostenere le persone in povertà estrema e potenziare la Polizia locale in tutti i territori della regione.
Infine, sulla denatalità, Carli invita a superare la logica dei bonus una tantum: «Bisogna investire sui servizi, a partire dagli asili nido e dagli strumenti che consentono alle famiglie di conciliare realmente vita e lavoro».
«Le risorse disponibili devono essere utilizzate per affrontare decisioni difficili ma necessarie, senza privilegiare interventi di breve respiro. L’assestamento deve costruire ciò che resterà alla regione nei prossimi anni».


