Territorio: Gruppo Pd, perplessità su ruolo Province e Comuni

Pubblicato il lunedì 21 Set 2026

Referendum Province_AI_GENERATA

Trieste, 21.09.26 – «Una riforma necessario», quello del governo del territorio sulla quale emergono tuttavia «delle perplessità e delle preoccupazioni sul ruolo delle Province» e «sulle funzioni dei Comuni» sono le considerazioni sollevate dai consiglieri regionali del Pd, Laura Fasiolo, Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo oggi in V commissione riunita per esprimere il parere sulle partidi competenza sul disegno di legge 90, “Riforma del governo del territorio”.

Secondo la consigliera Fasiolo «le osservazioni degli ordini professionali e delle associazioni ambientaliste evidenziano la necessità di una discussione più approfondita sul ddl 90. È fondamentale chiarire la gerarchia tra gli strumenti urbanistici: il Piano paesaggistico regionale (Ppr) deve mantenere una priorità logica e strategica sul Piano del governo del territorio (Pgt), accogliendo le indicazioni della Soprintendenza». Inoltre, continua Fasiolo, «la riforma deve sancire la tutela dell’ambiente mettendo al primo posto assoluto la rigenerazione e il riuso degli edifici esistenti per azzerare il consumo di suolo». Positivo infine, secondo la consigliera delm, il ruolo dell’Osservatorio, «di cui vanno chiarite operatività e governance».

Secondo la consigliera Celotti «il superamento di uno strumento storico come il Purg era necessario per dare una nuova visione al territorio, alla luce del fatto che in questi anni la società è profondamente cambiata, così come le strategie di sviluppo, e va dato atto agli uffici dell’enorme lavoro svolto. È quindi corretto che la Regione definisca le linee di sviluppo e di gestione del suo territorio e che si doti degli strumenti pianificatori necessari, mantenendo una regia strategica e prevedendo la pianificazione di area vasta, ma è anche necessario garantire ai Comuni il giusto ruolo e le giuste garanzie, sia nella co-pianificazione di area vasta, che si chiede possa essere realizzata in modo partecipato, che nella pianificazione comunale». Inoltre, continua, «emergono forti perplessità sul ruolo delle Province: tolte le competenze specifiche ad esempio sulla viabilità, sembra di poter dire che le province sono state reintrodotte in extremis e perché politicamente necessario, in un impianto che immaginava un assetto diverso».

Il consigliere Pozzo sottolinea che «il disegno di legge attribuisce alla Regione la funzione di pianificazione territoriale regionale, di quella di area vasta e di quella relativa alla componente strutturale e strategica dei Sistemi territoriali locali. Viene modificato il rapporto tra Regione e Comuni in duplice senso: la Regione assume un ruolo più forte nella definizione degli assetti strutturali strategici; i Comuni conservano la titolarità della pianificazione operativa e conformativa, ma non dispongono più della medesima autonomia nella definizione della componente comunale. In poche parole, la Regione si rafforza e i Comuni perdono un pezzo di autonomia. Dove va questa autonomia? A sistemi locali territoriali che non sono soggetti giuridici e rispetto a cui va verificato il valore, la capacità di fare scelte, il peso politico, la forza di essere protagonista della co-pianificazione della Regione, la gestione. Il tutto con anche la partenza delle Province, un livello intermedio di governo, elettivo, chiamato solo a compiti di coordinamento. Esprimo preoccupazione sulla portata concreta di una riforma strutturale».

Ne parlano

Redazione

Ne parlano

Redazione
Redazione

Articoli correlati…