Trieste, 19.05.26 – «In Fvg il rapporto con la sanità privata è stato mantenuto in equilibrio per decenni, ma ora l’asse si sta spostando e di molto. Non si può continuare a togliere pezzi fondamentali come i servizi “core” degli ospedali, alla gestione pubblica diretta, per affidarli a soggetti terzi, che però operano all’interno delle strutture pubbliche, magari appena riqualificate negli spazi e nelle strumentazioni». Lo affermano i consiglieri regionali Manuela Celotti e Massimo Mentil annunciando il deposito di un’interrogazione, condivisa politicamente con i segretari cittadino e provinciale del Pd di Udine, Rudi Buset e Luca Braidotti, dopo che è stata annunciata una gara triennale per l’affidamento esterno di servizi sanitari che suppliscano alla carenza di medici e di personale nei reparti di emergenza nell’Azienda sanitaria Friuli centrale (AsuFc), per un ammontare complessivo massimo da oltre 48 milioni di euro.
«Non siamo contrari a prescindere a una collaborazione e lo abbiamo ribadito più volte, aprendo ad esempio a ragionamenti sul rapporto con il terzo settore in ambito socio-sanitario attraverso gli strumenti della co-programmazione e della co-progettazione, ma solo se esistono garanzie di non indebolire il sistema pubblico».
Secondo i due consiglieri «esternalizzare non è più una risposta straordinaria a un problema contingente ma una vera e propria scelta politica che segue a quelle fatte negli ultimi anni, che hanno allargato ruolo e presenza del privato non solo nell’erogare prestazioni sanitarie in convenzione, attraverso strutture esterne, ma anche all’interno degli ospedali pubblici».
Celotti e Mentil, insieme ai due segretari dem sottolineano inoltre che «è una questione veramente grave il fatto che non si preveda alcun piano di rientro, né alcuna azione di salvaguardia, o alcun progetto organico per consolidare il sistema pubblico entro la scadenza degli affidamenti, anzi, si prevedono esternalizzazioni di anni, ulteriormente prorogabili». E ancora lamentano la «mancanza totale di un ragionamento organico oltre a un confronto politico su cosa sia appaltabile e cosa non può esserlo, su cosa ha senso che venga gestito in collaborazione con il privato e cosa no, per quanto tempo e con quali modalità. Le scelte di oggi cambieranno completamente la struttura del nostro sistema sanitario pubblico e non è possibile che vengano assunte dalle aziende sanitarie senza alcun confronto».
Per questo i due esponenti dem annunciano l’interrogazione volta a fare chiarezza su «quanto e come si vuole esternalizzare ancora la sanità friulana. A fronte delle notizie sul bando per esternalizzazione di parte dei pronto soccorso di Udine, San Daniele, Palmanova e Latisana, chiederemo di sapere quali misure alternative sono state valutate e se sono stati fatti dei concorsi per procedere con nuove assunzioni, prima di procedere con questo avviso. Vogliamo sapere se e come si intenda rientrare da questa situazione». Nel documento, Celotti e Mentil chiedono quale sia la percentuale di risorse regionali destinate al privato sanitario, «perché alle convenzioni bisogna sommare anche queste poste», affermano, aggiungendo che «da una scelta organizzativa così non si torna più indietro».


