Trieste, 15.10.26 – «Le parole del direttore generale di Asufc confermano i nostri timori e la risposta data oggi dalla Giunta elude il quesito di fondo essendo semplicemente una “non risposta”: l’ipotesi dell’affidamento a terzi del servizio dell’ospedale di comunità di Codroipo, attualmente garantito da personale dell’Azienda sanitaria, non è stata smentita, e tutto questo avviene nella completa esclusione delle istituzioni del territorio, senza chiarire le motivazioni e le modalità». Lo afferma la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) replicando alla risposta della Giunta all’interrogazione attraverso la quale chiedeva di chiarire la situazione riguardo all’ospedale di Comunità di Codroipo.
«Il dg di Asufc ammette che sono state avviate interlocuzioni con l’asp Moro, attualmente commissariata, ma ci chiediamo con quale obiettivo, visto che l’Asp non gestisce direttamente i servizi assistenziali di sua competenza, come ad esempio la casa di riposo, ma lo fa attraverso Socialteam. Ci chiediamo inoltre perché il sindaco di Codroipo, che è anche presidente dell’Ambito socio-assistenziale di cui l’asp è ente gestore, non fosse stato informato. È inaccettabile che la Giunta parli di centralità dei Comuni e poi le aziende sanitarie si muovano in totale autonomia, senza informare i sindaci. I colloqui già avviati con il personale dimostrano che non siamo davanti a semplici ipotesi, ma che stiamo imboccando una strada che potrebbe finire dritta verso l’esternalizzazione del servizio. Ma quali sono le valutazioni a supporto di questa opzione, e quali garanzie verranno date all’attuale personale?».
Per l’esponente dem lo scenario è preoccupante: «Questo rischia di essere il primo di una lunga serie di casi. In Friuli Venezia Giulia la spesa per le esternalizzazioni in ambito sanitario è già schizzata a 43 milioni di euro nel biennio 2024-25, ed è aumentata sensibilmente la quota del privato convenzionato. Ci chiediamo quindi se oggi si apre anche la partita degli ospedali di comunità e delle cure intermedie e bisogna capire se c’è un disegno preciso. Chiediamo chiarezza – conclude – sui reali progetti della Giunta Fedriga: alla fine di questa seconda legislatura il servizio sanitario regionale pubblico quanti pezzi avrà perso?».


