Trieste, 15.10.26 – «La carenza di medici di medicina generale continua a creare difficoltà in diversi territori del Friuli Venezia Giulia, con tempi di attesa che possono raggiungere e superare i 15-20 giorni. Una situazione che rischia di penalizzare soprattutto anziani, persone fragili e pazienti con patologie croniche, per i quali tempestività e continuità delle cure sono fondamentali».
Lo afferma il consigliere regionale Massimiliano Pozzo (Pd), dopo la risposta all’interrogazione a risposta immediata sulle liste d’attesa nella medicina generale e sulle soluzioni per garantire la continuità assistenziale.
«Sappiamo che la situazione è complessa: alcuni territori sono scoperti, proseguono i pensionamenti e molti medici hanno già raggiunto il numero massimo di assistiti. Riconosciamo l’impegno dei professionisti e gli interventi messi in campo dalla Regione, ma è necessario capire quanto siano diffuse le difficoltà di accesso, anche attraverso un monitoraggio con il coinvolgimento dei distretti sanitari».
Tra le ipotesi da valutare, Pozzo propone una possibile sperimentazione di un “triage della medicina generale”, per organizzare le richieste sulla base di criteri oggettivi, quali condizioni cliniche, cronicità, età e fragilità, garantendo sempre la valutazione professionale del medico.
«Non sarebbe una soluzione alla carenza strutturale di medici, ma uno strumento temporaneo e complementare per distribuire le risorse disponibili secondo criteri di maggiore equità, dando priorità a chi ha più bisogno».
Resta fondamentale proseguire nel rafforzamento della sanità territoriale, con le Case della Comunità e gli ambulatori di cure primarie, sostenendo inoltre gli studi medici attraverso incentivi per collaboratori e infermieri, contributi per le attrezzature e il lavoro in forma associata.
«Nei prossimi mesi lavorerò per portare all’attenzione dell’Assessore una proposta strutturata per introdurre criteri di priorità nell’accesso alla medicina generale, migliorare i tempi di attesa e tutelare la salute dei cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili».


