Trieste, 25.09.26 – «Il tetto del 30 per cento esiste già, ma è di interpretazione nebulosa. Non c’è infatti il decreto che tutti annunciano, sul quale si muovono interviste, dichiarazioni insensate su semplici bozze, norme ritirate ma al centro di un dibattito con una funzione elettoralistica, una piazzata ad anno scolastico avviato. Un decreto normativamente, oggi, inapplicabile. La vera questione che ci riguarda è come evitare la creazione di classi-ghetto, è dare alle scuole gli strumenti necessari per affrontare le difficoltà linguistiche di studenti privi di una adeguata conoscenza della lingua, neo-inseriti nel nostro Paese». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), prima firmataria di due mozioni sui temi dell’integrazione linguistica e della popolazione scolastica nelle classi.«Servono più insegnanti di Italiano come L2 certificati, con pacchetti orari dedicati, un sostegno economico (richiesto nella mozione) ai docenti che vogliono specializzarsi nell’insegnamento dell’italiano L2 e risorse alle scuole per inserire ore di L2 come potenziamento. È su questo che bisogna investire, anziché alimentare un dibattito sterile sulla soglia del 30 per cento, per di più in assenza di un decreto».Con una delle mozioni Fasiolo chiede alla Regione di sostenere la specializzazione dei docenti e di intervenire presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Ufficio scolastico regionale per aumentare le ore di italiano L2. «Non possiamo chiedere agli istituti di gestire situazioni sempre più complesse senza fornire loro professionalità e risorse adeguate».La seconda mozione affronta il tema alla luce del calo della popolazione scolastica. «La diminuzione degli alunni non deve tradursi automaticamente in meno classi e meno organico. Può invece essere l’occasione per ridurre il numero di studenti per classe e migliorare la qualità della didattica. Meno studenti per classe, non meno classi dunque».L’obiettivo, continua, «deve essere evitare concentrazioni e separazioni e garantire a ogni studente gli strumenti per imparare l’italiano e partecipare pienamente alla vita scolastica. L’integrazione si costruisce con insegnanti preparati, ore dedicate e risorse alle scuole, non con annunci sul nulla. Non è mai accaduto», conclude Fasiolo, «nella mia lunga esperienza scolastica, che all’interno degli organi di Governo si discuta degli effetti di un decreto che ancora non esiste».


