Petizioni: Conficoni (Pd), bene Bordin, ora si portino in commissione

Pubblicato il martedì 28 Lug 2026

 

Trieste, 28.07.26 – «Le petizioni popolari sono un importante strumento di democrazia diretta capaci di dare voce ai cittadini e per questo è dovere delle istituzioni e della politica rivolgere loro una doverosa attenzione e ascolto. È quindi positivo il sollecito che, a fronte della nostra denuncia, il presidente Bordin ha rivolto ai presidenti di commissione a calendarizzare le sedute per esaminarle, visto che delle 14 presentate lo scorso anno, nessuna è stata affrontata». Lo afferma il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) dopo che a fronte della seduta del 29 giugno, quando intervenne in Aula per segnalare il mancato rispetto del regolamento, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin ha inviato una missiva ai presidenti delle commissioni consiliari permanenti per sollecitare l’esame delle petizioni.

«Dal rapporto sulla legislazione per l’anno 2025 – ricorda Conficoni – è emerso che nessuna delle 14 petizioni depositate lo scorso anno in Consiglio regionale è stata calendarizzata nelle commissioni proseguendo l’iter di competenza come previsto dal regolamento. Un dato che – stando a quanto si legge nella lettera del presidente Bordin – conferma l’andamento di tutta la legislatura, in quanto delle trenta petizioni complessivamente presentate finora, soltanto cinque risultano essere state esaminate, di cui tre archiviate e due parzialmente accolte. Tra quelle inevase, 6 sono state assegnate alla terza commissione Salute e ben 13 alla quarta, Ambiente, territorio e lavori pubblici. Mi domando, con quale credibilità il Consiglio regionale dice che le Istituzioni devono riconoscere il ruolo dei cittadini quando nemmeno noi rispettiamo, con il nostro comportamento, l’apporto che danno allo sviluppo del confronto. Poi non stupiamoci se, con l’esempio che diamo, il tasso di affluenza alle urne invece di aumentare tornando a dei livelli accettabili, continua a diminuire, visto che noi stessi siamo i primi a ignorare il contributo dei cittadini quando portano alla nostra attenzione dei problemi. Incoraggiare la partecipazione – conclude Conficoni – è fondamentale per salvaguardare la democrazia».

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