Trieste, 01.07.26 – «La legge sulle Province è arrivata in Aula come una principessa su una carrozza trainata da bianchi cavalli, ma allo scoccare della mezzanotte si è trasformata in una zucca. Dietro gli annunci c’è infatti una realtà ben diversa, che rischia di alimentare aspettative destinate a essere deluse». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) dopo l’approvazione del disegno di legge 86 sull’istituzione e l’ordinamento delle Province del Friuli Venezia Giulia.
Intervenendo in Aula, Fasiolo ha ricordato che il provvedimento ripristina le quattro Province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, ma ha evidenziato come il percorso per renderle realmente operative sia ancora tutto da costruire. «L’emendamento presentato da Fratelli d’Italia ha svelato il vero volto della riforma: prima di arrivare alle elezioni serviranno almeno sei leggi di settore e una Cabina di regia dovrà ancora stabilire quali competenze trasferire e con quali modalità. Altro che Province già pronte».
«Si parla di infrastrutture, trasporti, ambiente, governo del territorio, istruzione, politiche sociali e del lavoro, cultura, sport e tutela delle lingue minoritarie, ma oggi sono soltanto ipotesi. A questo si aggiunge il complesso trasferimento del personale, con gli inevitabili accordi sindacali che dovranno essere definiti. È difficile credere che tutto questo possa concludersi nei tempi annunciati».
Per Fasiolo, anche i costi dell’operazione «saranno inevitabilmente superiori a quelli preventivati», mentre resta aperta la riflessione sull’assetto territoriale. «L’auspicio è che si possa arrivare anche a un ampliamento della Provincia di Gorizia».
La consigliera dem ha infine espresso soddisfazione per il mantenimento delle competenze in materia di tutela delle lingue minoritarie e per l’approvazione dell’emendamento, di cui è cofirmataria con il consigliere Enrico Bullian, a favore della valorizzazione delle lingue venete minori.


