Trieste, 15.06.26 – La vicenda riguardante il sostegno regionale per il completamento della riqualificazione strategica del mercato ortofrutticolo prosegue. E dopo la mozione, i consiglieri di opposizione annunciano un accesso agli atti per «fare la necessaria chiarezza su chi è responsabile di cosa rispetto a tempi, ritardi e chiarimenti». Secondo i consiglieri regionali Manuela Celotti, Massimiliano Pozzo, Francesco Martines e Massimo Mentil (Pd), Massimo Moretuzzo e Simona Liguori (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), Serena Pellegrino (AVS), Furio Honsell (Open-sinistra FVG) e Rosaria Capozzi (M5S) «in ogni caso la riconferma o la riassegnazione di un contributo cruciale per lo sviluppo economico di un territorio è prima di tutto una scelta politica e nel rapporto istituzionale tra Comune e Regione si deve cercare una convergenza per superare le difficoltà amministrative».
Secondo gli esponenti del centrosinistra regionale, «questo tema non può essere sovrapposto alla questione del teatro ed è comunque gravissimo che le sorti del mercato udinese vengano costantemente collegate ai rapporti fra i due enti, come se le decisioni politiche strategiche sul futuro del nostro territorio dipendessero, il che sarebbe semplicemente inaccettabile, dai rapporti più o meno buono fra i vari rappresentanti istituzionali». E ancora, continuano ribadendo che «se i consiglieri comunali di centrodestra hanno ritenuto di votare un documento congiunto allora altrettanto possono fare i consiglieri regionali» e che «è necessario che ci sia una compattezza di fondo da parte di tutte le forze politiche per la rappresentanza del territorio friulano e questo è il momento di dimostrare che anche il Friuli, come Trieste, è capace di superare le distanze politiche per garantire il futuro del territorio». Per quanto riguarda il contributo, sottolineano ancora, «risale al 2021 e quindi i primi anni di gestione sono della Giunta Fontanini, nonostante oggi alcuni esponenti di quella stessa Giunta sembrino essersene dimenticati. Ma in ogni caso parliamo di un contributo relativamente recente e in questi decenni abbiamo assistito a devoluzioni, rimodulazioni e conferme di contributi molto più antichi. Basti pensare al miliardo fermo nelle casse dei Comuni della regione». In definitiva, concludono, «la questione è soprattutto politica: la Regione intende sostenere lo sviluppo del mercato di Udine e con esso della filiera agroalimentare del territorio friulano? Se sì, non sarà di certo una questione meramente amministrativa a bloccare un nuovo stanziamento. La manovra di assestamento si avvicina, e ci aspettiamo che in quella sede si trovi una soluzione».


