Udine, 06.03.26 – «La strada da fare per garantire una vera parità di genere anche nel mondo del lavoro è ancora lunga. L’esempio deve arrivare in primis da istituzioni come la Regione ed enti pubblici, e l’impegno del Consorzio di Bonifica pianura friulana va in questa direzione». Lo affermano i consiglieri regionali Francesco Martines, Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo (Pd) presenti oggi a Udine, nella sede di Confindustria al convegno “Valorizzare il talento senza etichette. Promuovere l’inclusività e l’uguaglianza” organizzato dal Consorzio di Bonifica pianura friulana.
«Enti e istituzioni – afferma il consigliere Martines – possono sicuramente fare da apripista in questo contesto. Siamo all’inizio di un cambio culturale in un contesto sociale in forte cambiamento dove le dinamiche sociali ed economiche stanno sconvolgendo gli equilibri già precostituiti.
La legge che prevede quanto discusso oggi è del 2021 e non prevede percorsi di certificazione obbligatori ma tutto è su base volontaria. La certificazione potrà sicuramente migliorare una situazione deficitaria negli atteggiamenti nei confronti del mondo femminile sui luoghi di lavoro, per migliorare l’inclusività e l’uguaglianza». Secondo Martines, «la parità di genere, se applicata con costanza e convinzione non potrà che essere una leva di sviluppo dell’economia e del sistema sociale e culturale. Nel mondo industriale deve andare di pari passo con una rivoluzione nel welfare, nei servizi sociali, nei percorsi di crescita sociale e culturale».
Secondo la consigliera Celotti, «la parità di genere è ancora lontana dall’essere raggiunta e passa necessariamente da un cambio culturale che va promosso e indirizzato. In questo processo le istituzioni possono giocare un ruolo fondamentale, sia a livello legislativo, sia sostenendo le imprese. Nel primo caso è necessario investire su politiche e misure che costruiscano una condizione di vera pari opportunità fra uomini e donne nell’accesso alla formazione e al mondo del lavoro e che garantiscano una paritaria suddivisione di responsabilità rispetto ai carichi di cura. Le imprese che maturano una maggiore sensibilità e impegno su questi temi vanno premiate, perché contribuiscono all’evoluzione generale del mondo socio-economico. Quindi il fatto che il Consorzio di Bonifica abbia ottenuto la certificazione di genere è un passo avanti per il nostro territorio nel suo complesso. La tenuta del nostro sistema socio-economico, il suo sviluppo e l’attrattività della regione passano necessariamente dalla garanzia di una maggiore occupazione femminile di qualità e dalla presenza di servizi a supporto delle famiglie, che migliorino la qualità della vita di tutti e tutte».
Il consigliere Pozzo sottolinea che «la disparità salariale è un enorme e intollerabile problema che tocca anche Fvg e riguarda sia le donne, sia i giovani. È necessario, oltre a incentivare la stabilizzazione lavorativa, anche rafforzare la certificazione di genere nelle imprese e gli strumenti di welfare». E ancora, «serve proseguire sulla strada degli incentivi alla stabilizzazione lavorativa per ridurre la precarietà che è una delle cause principali di lavoro poco retribuito e colpisce di più giovani e donne» afferma Pozzo che sostiene la necessità di intervenire su diversi ambiti: «rafforzare la certificazione di genere nelle imprese deve essere un obiettivo da perseguire costantemente visto che sono poche ancora le aziende che ne hanno aderito. Così come serve rafforzare il welfare ricordando che tutt’oggi 1 donna su 3 abbandona il lavoro quando ha un figlio».


