INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Oggetto: Tutela del presidio ospedaliero unico Gorizia-Monfalcone e contrasto al depotenziamento dei servizi sanitari nell’area isontina

PREMESSO che
• la tutela della salute è un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, come stabilito dall’articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana;
• la sanità pubblica italiana è fondata sui principi di universalità, equità e solidarietà, che rischiano di essere compromessi qualora le scelte organizzative determinino un impoverimento dell’offerta sanitaria e dei servizi a tutela della salute dei cittadini, a partire dalle persone più fragili;
• l’organizzazione del sistema sanitario regionale prevede da tempo il modello degli ospedali cosiddetti “hub & spoke”, nel quale i presidi spoke sono chiamati a garantire la prossimità dell’assistenza sanitaria, l’integrazione dei servizi e l’equità di accesso alle cure sul territorio, e non il progressivo trasferimento e accentramento delle attività;
PRESO ATTO che
• il Piano regionale della rete oncologica, approvato dalla Giunta regionale nel gennaio 2025, è stato articolato anche sulla base dei volumi delle singole attività chirurgiche, al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza e qualità delle cure nelle strutture ospedaliere regionali;
• per quanto riguarda i presidi ospedalieri spoke dell’area isontina, il medesimo Piano prevede un ridimensionamento di alcune attività chirurgiche delle SOC di Urologia e di Chirurgia di Gorizia-Monfalcone, tra cui il trasferimento presso l’hub di Trieste dell’attività chirurgica relativa ai tumori della vescica e l’accentramento a Trieste della chirurgia oncologica del retto;
RILEVATO che
• per quanto riguarda la chirurgia dei tumori della vescica, l’attività chirurgica svolta negli anni presso il presidio isontino risulterebbe costantemente al di sopra della soglia prevista dal DM 70/2015 e, in particolare, superiore ai volumi registrati presso l’ospedale di Cattinara;
• il trasferimento o l’accentramento di attività chirurgiche attualmente svolte presso Gorizia-Monfalcone rischia di determinare un progressivo depotenziamento del presidio ospedaliero unico su due sedi, con conseguenti ripercussioni sulla capacità di attrarre e mantenere professionisti e sulla qualità complessiva dell’offerta sanitaria nell’area isontina;
• tale oggettivo depotenziamento potrebbe determinare una disparità nell’accesso alle cure per i cittadini dell’area isontina rispetto a quelli residenti in altre aree della regione, in contrasto con gli obiettivi del Piano nazionale oncologico, che mira anche a ridurre ed eliminare le disuguaglianze nell’accesso agli interventi di prevenzione, diagnosi e cura;
RILEVATO, altresì, che
• la garanzia di un’assistenza pubblica di qualità, sicura e attrattiva è il risultato anche dell’esperienza maturata nel tempo dalle équipe mediche integrate e dai professionisti che operano nei presidi ospedalieri spoke, e non esclusivamente dalla collocazione dell’attività presso una struttura hub;
• l’area isontina è stata già in precedenza interessata da una penalizzazione in termini di dotazione e sviluppo dei servizi sanitari, sia ospedalieri sia territoriali, all’interno dell’organizzazione di ASUGI;
CONSIDERATO che
• l’accentramento di un numero crescente di attività chirurgiche dagli ospedali spoke agli ospedali hub determina un oggettivo incremento della pressione assistenziale sulle strutture di riferimento, con il rischio di sovraccaricarne le capacità operative e di determinare un generale peggioramento della qualità e della tempestività dell’assistenza;
• il modello hub & spoke dovrebbe essere orientato a garantire una rete integrata e complementare di servizi, valorizzando le competenze e le professionalità presenti nei diversi presidi e assicurando, ove sussistano adeguati volumi, competenze e condizioni di sicurezza, il mantenimento delle attività presso le strutture spoke;
Tutto ciò premesso, la sottoscritta Consigliera regionale INTERROGA la Giunta regionale
per sapere:
1. quali concrete e urgenti misure intenda adottare per evitare il progressivo depotenziamento dei servizi sanitari dell’area isontina e, in particolare, per garantire la piena valorizzazione del presidio ospedaliero unico Gorizia-Monfalcone;
2. se, anche alla luce della recente Mozione approvata dal Consiglio Comunale di Gorizia sull’argomento, intenda rivedere le previsioni del Piano regionale della rete oncologica relative al trasferimento o all’accentramento presso l’hub di Trieste delle attività chirurgiche oncologiche attualmente svolte presso Gorizia-Monfalcone, con particolare riferimento alla chirurgia dei tumori della vescica e alla chirurgia oncologica del retto;
3. se, alla luce dei volumi di attività effettivamente registrati presso le strutture isontine e del rispetto degli standard previsti dalla normativa nazionale, ritenga appropriato mantenere e valorizzare presso Gorizia-Monfalcone le attività chirurgiche oncologiche attualmente svolte, evitando trasferimenti non supportati da effettive esigenze di sicurezza, qualità o appropriatezza;
4. quali iniziative intenda assumere nei confronti di ASUGI affinché il modello del presidio ospedaliero unico Gorizia-Monfalcone venga concretamente salvaguardato, garantendo un’equilibrata distribuzione delle attività e delle professionalità tra le due sedi;
5. se intenda predisporre un piano specifico di potenziamento dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali dell’area isontina, finalizzato a contrastare il progressivo impoverimento dell’offerta e a garantire ai cittadini dell’area pari condizioni di accesso alle cure rispetto al resto della regione;
6. quali iniziative intenda assumere per valorizzare e trattenere le professionalità sanitarie operanti presso i presidi di Gorizia e Monfalcone, anche al fine di evitare che il trasferimento delle attività determini, nel medio periodo, una perdita di competenze, attrattività e capacità assistenziale del presidio;
7. se intenda verificare, prima di procedere a ulteriori accentramenti di attività presso le strutture hub, l’impatto che tali scelte determinerebbero sui carichi assistenziali e sui tempi di accesso alle prestazioni presso gli ospedali di destinazione, con particolare riferimento all’ospedale di Trieste;
8. se, più in generale, intenda garantire che l’organizzazione della rete ospedaliera regionale sia orientata alla complementarità tra hub e spoke e non alla progressiva concentrazione delle attività, salvaguardando la prossimità delle cure e il principio di equità nell’accesso ai servizi sanitari.

Laura FASIOLO

Trieste, 03/09/2026

4908 - FAS IRO Hub&Spoke Isontino