INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
Oggetto: chiarimenti sul mancato finanziamento al documentario “Giulio Regeni – tutto il male del mondo”, fatto gravissimo per la storia e la memoria.
La sottoscritta Consigliera regionale,
RICORDATO quanto accaduto a Giulio Regeni, ricercatore di Fiumicello, torturato e ucciso in Egitto nel febbraio del 2016. Giulio Regeni si trovava in Egitto come dottorando italiano dell’Università di Cambridge per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani presso l’Università Americana del Cairo. Venne rapito a Il Cairo il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani;
RICORDATO come il caso sia rimasto ad oggi senza colpevoli accertati, nonostante un processo avviato in Italia contro agenti di sicurezza egiziani e i chiari sospetti su un diretto coinvolgimento del governo del presidente egiziano Al Sisi;
APPRESO dalla stampa nazionale che il documentario “Giulio Regeni – tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh, e diretto da Simone Manetti, che ricostruisce la vicenda del ricercatore di Fiumicello, è stato giudicato dalla commissione ministeriale che assegna i contributi selettivi a documentari e opere di particolare qualità artistica o rappresentative dell’identità culturale italiana (all’interno del sistema di finanziamento pubblico per la produzione audiovisiva) <>;
APPRESO inoltre delle dimissioni, avvenute nelle stesse ore in cui il caso è esploso, di due componenti delle altre due commissioni di valutazione, Massimo Galimberti (per le opere prime e di giovani autori) e Paolo Mereghetti (per le sceneggiature), fatto che ha contribuito ad alimentare dubbi sulla trasparenza e sul funzionamento del sistema;
CONSIDERATO l’immenso impegno dei genitori di Giulio Regeni che, da dieci anni, con coraggio e sostenuti dall’avvocata Alessandra Ballerini, lottano instancabilmente per ottenere verità e giustizia per il figlio, diventato uno dei principali simboli della richiesta di verità e giustizia in Italia;
CONSIDERATO che non appare chiara la motivazione dell’esclusione dal finanziamento pubblico del documentario, opera di chiaro valore civile e testimoniale, strumento importante per mantenere viva l’attenzione su una vicenda ancora irrisolta;
RICORDATI i vari interventi a livello parlamentare che chiedono chiarezza al riguardo per capire se l’esclusione sia stata determinata da una valutazione più politica che artistica.
Tutto ciò premesso,
INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE E L’ASSESSORE COMPETENTE
Per sapere se la Giunta era a conoscenza del mancato finanziamento al documentario “Giulio Regeni – tutto il male del mondo”, e se non ritenga di dover intervenire presso il Governo nazionale per chiedere spiegazioni su quanto accaduto, considerato che il documentario in oggetto è uno strumento importante per mantenere viva l’attenzione su una drammatica vicenda ancora irrisolta, che ha coinvolto un nostro concittadino, e sostenere così la famiglia Regeni che da 10 anni chiede con coraggio verità e giustizia per il figlio.
Laura Fasiolo
Trieste, 8 aprile 2026
4626 - FAS IRO mancato finanziamento documentario su Giulio Regeni
