Trieste, 07.07.26 – «La Regione deve fare chiarezza sul proprio ruolo rispetto al futuro della gestione del servizio idrico integrato nell’ambito triestino. Se davvero non si esclude l’ipotesi di un affidamento in house (gestione pubblica), è necessario sapere fin da ora se l’Amministrazione regionale sia disponibile a sostenere, in tutto o in parte, con risorse e/o garanzie, gli oneri economici derivanti da questa scelta, a partire dal “valore residuo” da riconoscere al gestore uscente». Lo afferma il consigliere regionale Francesco Martines (Pd), che attraverso un’interrogazione chiede alla Giunta se la Regione ritenga politicamente utile garantire la copertura degli oneri per l’eventuale affidamento in house del servizio idrico integrato triestino.
«La volontà politica della Regione è quella di favorire processi di aggregazione e la nascita di una grande multiutility regionale – evidenzia Martines – in aderenza alla L.R. 5/2016, il che fa pensare a un’auspicabile gestione interamente pubblica. Per questo è indispensabile che gli enti coinvolti possano valutare tutti gli scenari sulla base di informazioni complete e certe, anche sotto il profilo economico».
Martines ricorda inoltre che l’Assemblea regionale di Ausir ha recentemente sospeso le proprie determinazioni in attesa di conoscere sia l’eventuale disponibilità di soggetti pubblici idonei a subentrare nella gestione, sia l’entità del “valore residuo” da riconoscere all’attuale concessionario.
«Occorre procedere con rapidità e trasparenza – continua l’esponente dem – evitando ritardi che potrebbero tradursi in proroghe e conseguenti contenziosi. Allo stesso tempo, qualsiasi scelta dovrà garantire la tutela dei lavoratori, delle professionalità maturate e dell’intero indotto legato all’attuale gestione del servizio».
E ancora, prosegue: «Qualora l’Assemblea locale “Orientale triestina” optasse per l’auspicabile affidamento in house, ossia per una gestione interamente pubblica di un servizio essenziale come quello idrico, e chiedesse alla Regione un sostegno economico o garanzie, totali o parziali, ritengo che Cafc Spa sia pienamente in grado, da sola o insieme ad altre società pubbliche regionali del settore, di assicurare una gestione efficiente e trasparente. Sono certo che la società farà valere la propria disponibilità attraverso gli organi competenti, a partire dalla Commissione per il controllo analogo e dal Consiglio di amministrazione, in fase di rinnovo».
Cafc, conclude Martines, «gestisce già con risultati positivi il servizio idrico in 155 Comuni delle province di Udine e Pordenone, comprese le due città capoluogo, servendo circa 560 mila abitanti su un territorio di oltre 6.000 chilometri quadrati».


