Trieste, 08.09.26 – «Finalmente cadono i veli sulla situazione di sofferenza dei giovani in Fvg. Le recenti dichiarazioni e iniziative della Giunta regionale ammettono infatti una realtà che denunciamo da tempo: in Friuli Venezia Giulia esiste un’emergenza diffusa legata al disagio giovanile e adolescenziale. L’aumento del ricorso alla neuropsichiatria infantile, il ritiro sociale e la crescita dei voti bassi in condotta sono solo la punta dell’iceberg di una sofferenza generazionale alla quale le istituzioni non possono più voltare le spalle». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), intervenendo nel dibattito sulla scuola in Fvg.
«I corsi di formazione d’emergenza per il personale scolastico, per quanto utili, rischiano però di arrivare fuori tempo massimo e di intervenire sui sintomi anziché sulle cause. Agire quando le difficoltà si sono già trasformate in aggressività o isolamento significa rinunciare a una vera strategia di prevenzione».
In questi anni, prosegue Fasiolo, «il Partito democratico ha proposto misure concrete per affrontare in modo organico la salute mentale e il benessere dei ragazzi, ma le principali proposte sono state respinte dalla Giunta per ragioni di bandiera e pregiudizio ideologico».
Due interventi restano per i dem: «Il primo è l’istituzione del servizio di psicologia scolastica, un investimento strutturale per promuovere benessere e motivazione degli studenti, prevenire la dispersione e offrire supporto a ragazzi, scuole e famiglie».
Il secondo, continua la consigliera, è l’istituzionalizzazione dell’educativa di strada su tutto il territorio regionale: «Occorre superare la logica dei progetti a termine e garantire un servizio stabile, capace di presidiare gli spazi reali e virtuali di aggregazione dei ragazzi, intercettando precocemente le situazioni di fragilità».
Continuare con interventi «estemporanei», secondo Fasiolo significa «rincorrere il problema anziché governarlo. Serve una scelta politica chiara – conclude – che metta al centro la prevenzione, il benessere dei giovani e il futuro delle nuove generazioni».


