«Ancora una volta, purtroppo, come fatto non più tardi di qualche giorno fa sulla legge nazionale che restringe i criteri dei ricongiungimenti familiari, si utilizzano i migranti per fare campagna elettorale. Invece di incontrare i sindaci nelle sedi istituzionali e i rappresentanti dello Stato per affrontare e gestire i temi, si lasciano soli i Comuni sommersi dalla pressione migratoria. A Gradisca la capienza del centro d’accoglienza dei richiedenti asilo è ben oltre i limiti, e a prestare aiuto ci sono soltanto i volontari della parrocchia e gli amministratori locali, ma di Regione e Stato non vi è ancora nessuna traccia. Ringrazio il lavoro encomiabile che sta facendo in questo periodo la Stazione dei Carabinieri gradiscana ma è impensabile che, a fronte di una situazione del tutto fuori controllo, questo sia il massimo che lo Stato possa fare sul territorio. A Gradisca, del Governo nazionale e dei neo-parlamentari del centrodestra nessuna traccia. A fronte di una situazione sempre più seria, a Gradisca la Regione faccia intervenire la Protezione Civile, prevedendo anche interventi straordinari di tipo finanziario a favore delle amministrazioni coinvolte. Gradisca è un caso nazionale, a poco servono i convegni».
COSOLINI: Implementare la capacità di offerta dei Dipartimenti di Salute Mentale (DDSM) del Friuli Venezia Giulia
Ordine del giorno n. 28 Collegato al Disegno di legge n. 66 Legge collegata alla manovra di bilancio 2026-2028...


