Servizi pubblici integrati: Boem, diamo governo ai sindaci

Sul tema c’è una grande confusione nella quale si insinuano le mistificazioni di chi sventola ingiustificate paure legate al tema dell’acqua come bene pubblico

TRIESTE (30.03.16). «Altro che privatizzare e spostare i centri decisionali, con questa legge, nella generale razionalizzazione del sistema di governance, diamo più poteri ai sindaci perché all'interno dell'autorità unica, l'Ausir (Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti) saranno affiancati da una competente struttura tecnica che li supporterà nelle decisioni strategiche. Sul tema c'è una grande confusione nella quale si insinuano le mistificazioni di chi sventola ingiustificate paure legate al tema dell'acqua come bene pubblico». A dirlo è il presidente della IV commissione, Vittorino Boem, relatore di maggioranza della proposta di legge 135 “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani” presentata l'1 febbraio insieme ai capigruppo di maggioranza, Diego Moretti (Pd), Giulio Lauri (Sel) e Piero Paviotti (Cittadini).
«Va chiarito che grazie a questa legge, non saranno le società di gestione dei servizi a determinare le politiche di settore su acqua e rifiuti, bensì saranno i sindaci a farlo all'interno dell'autorità. L'acqua bene pubblico non è minimamente in discussione, siamo nell'ottica dell'esito referendario del 2011, dando ai sindaci gli strumenti per il governo del settore di acqua e rifiuti».
Per quanto riguarda la razionalizzazione del sistema di governance continua Boem, «favorirà importanti aggregazioni tra gli attuali gestori del servizio idrico integrato e dei rifiuti. Per la parte idrica agevolerà la bancabilità dei piani d'ambito, all'interno dei quali sono presenti opere fondamentali per il sistema di trasporto, adduzione e depurazione delle acque, vero vulnus del nostro sistema regionale. Le dispersioni di rete e il carico di inquinanti non trattati relativo alla nostra Regione non è un dato che possiamo continuare a ignorare. Oltre ad aver determinato ingenti infrazioni europee a carico dei nostri cittadini, sono un danno all'ambiente che non intendiamo minimizzare. Una migliore depurazione delle acque reflue consentirà di ridurre l'eutrofizzazione dei nostri corsi d'acqua e degli ambienti costieri. Chi si oppone alla realizzazione dei piani d'ambito del servizio idrico integrato non ha a cuore ne la tutela dell'ambiente, ne la tutela degli interessi dei cittadini e delle generazioni future».