Un provvedimento contro i privilegi

Era uno degli impegni presi in campagna elettorale, abbiamo agito in tempi brevissimi

Abbiamo approvato il Provvedimento che riduce i costi della politica: le indennità dei consiglieri regionali, i finanziamenti ai gruppi consiliari, che abolisce parecchi benefts che nel tempo erano stati assicurati ai consiglieri, come il telepass e il parcheggio.
Abbiamo inoltre abolito i vitalizi. Erano divenuti recentemente facoltativi, ma continuavano a pesare sul bilancio “storico” della regione e avrebbero continuato a farlo sia finanziariamente, sia, per come la penso io, come forma di privilegio.
Trovate allegata una tabella che riporta quanto prendono i consiglieri nei vari ruoli e i componenti della giunta. Non c’è un confronto con le indennità precedenti, ma i risparmi saranno consistenti e le cifre assolute le vedremo nel prossimo bilancio. In termini percentuali oltre all’azzeramento dei vitalizi come detto, sono tagliate del 40% la paga base, del 30% le indennità di funzione, del 50% il trattamento di fine mandato. Il provvedimento riguarda 49 individui per cui potete comprendere la portata dell’intervento.
Era uno degli impegni presi in campagna elettorale, abbiamo agito in tempi brevissimi, si tratta della prima riforma in aula a poche settimane dall’insediamento. Un provvedimento largamente condiviso con il voto contrario del M5S che ha avuto un atteggiamento preconcetto e anche contradditorio soprattutto avendo sostenuto in aula il mantenimento dei vitalizi.
Abbiamo agito eliminando tutte le voci che oramai erano identificate come meri privilegi, che nel tempo si erano accumulati e che apparivano all’opinione pubblica e a noi che in questo momento facciamo politica, ingiustificati, perfino offensivi.
I principi sono stati due. Intanto definire la paga base avendo a riferimento quella del sindaco. Anche perché convinti che quella paga abbia un valore che tutti i cittadini riconoscono: il lavoro politico svolto da chi si confronta direttamente con i cittadini. Cosi come faremo noi. Un impegno sul quale vorrò essere giudicato. Aver fissato la paga base con questo principio, inoltre dando al consigliere la paga base di 6300 euro lordi, ha abbassato il limite previsto nelle altre regioni italiane che hanno seguito i limiti massimi previsti dalla legge e che è di 7000 euro lordi. Abbiamo così ridotto del 10% quel limite. Attestandoci così tra le regioni più virtuose.
In secondo luogo è stato previsto un rimborso forfettario per le spese dei consiglieri e della giunta che varierà tra i 3500 euro per chi vive nelle province di Udine e Pordenone e i 2500 di chi vive in quelle di Trieste e Gorizia. Un forfait che dovrà coprire qualsiasi spesa. In passato i consiglieri potevano usufruire di un forfait più alto e di un altro “aiuto” che proveniva dai soldi messi a disposizione del gruppo che ora hanno ricevuto un taglio del 90% e quindi non si possono più utilizzare. Si passa in sostanza dai 7500 di prima alle cifre che ho sopra riassunto e distinte a seconda della distanza dalla sede del Consiglio.
Avevamo fatto una valutazione sulla possibilità di rimborsare a piè di lista le spese sostenute dai consiglieri, ma siamo incappati in due questioni di difficile soluzione. La prima legata al fatto che riuscire a giustificare con documenti certi tutte le attività che vengono svolte sul territorio, legate alla rappresentanza politica degli eletti è davvero complicato, tanto che il decreto Monti stesso ha preferito definire un tot e lì ognuno deve farci stare dentro tutto. In secondo luogo si sarebbe dovuto mettere in piedi un ufficio di controllo sulle pezze giustificative talmente complesso da risultare troppo costoso.
Certo in valore assoluto il consigliere e gli assessori avranno a disposizione un paga importante molto ridotta rispetto al passato, senza benefits particolari. Giustificata dal tipo di lavoro straordinario che svolgeremo. Straordinario perché sostenuto dagli elettori e perché a tempo. In questo periodo siamo chiamati a fare bene e intensamente questo lavoro. I giudici saranno attentissimi. Nell’impegno profuso, nei risultati portati a casa, per il contributo concreto che daremo allo sviluppo del Friuli Venezia Giulia e il superamento delle grandi difficoltà che vive il modo del lavoro e dell’impresa in questo momento.
In quel forfait ci dovremo far stare tutto. Tutto. Esemplificando: spese per l’utilizzo dell’auto, per gli spostamenti, benzina, parcheggio, telepass, formazione personale, viaggi utili alla formazione politica e istituzionale, assicurazioni e previdenza (privata) visto che il vitalizio è abolito, ovviamente le spese di rappresentanza. Tutte attività indispensabili per fare bene il consigliere regionale, per frequentare il territorio e avere un rapporto stretto con i cittadini e gli elettori. Per esercitare bene il proprio mandato di rappresentanza. Solo l’onestà e il lavoro serio possono far recuperare prestigio alla politica.
Abbiamo cercato così di trovare un punto di equilibrio tra riconoscimento del valore del lavoro dei consiglieri e congruità del costo per i nostri cittadini. Ora tocca a noi.

LA RIFORMA FVG AI COSTI DELLA POLITICA

CONSIGLIO
Paga di un consigliere “semplice”: 6.300 euro lordi al mese 4.160 netti
Presidente del Consiglio: 10.080 euro lordi al mese 6.314 netti
Vice presidenti del Consiglio, Capigruppo, Presidenti di Commissione 7.812 lordi, 5.022 netti
Componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio: 7.434 euro lordi al mese 4.806 netti

GIUNTA
Presidente: 10.080 euro lordi al mese 6.314 netti
Vicepresidente: 9.513 euro lordi al mese 5.991 netti
Assessori: 8.946 euro lordi al mese 5.668 netti
Agli stipendi vanno aggiunti i rimborsi onnicomprensivi, mensili, forfettari, esentasse, che saranno stabiliti dall’Ufficio di presidenza del Consiglio. Saranno assegnati sia ai consiglieri sia agli esponenti della giunta. L’ipotesi è dare ai consiglieri di Udine, Pordenone e Tolmezzo 3.500 euro e ai consiglieri di Trieste e Gorizia 2.500 ai componenti della giunta circa 3.000

A partire da questa consiliatura sono aboliti i vitalizi

Assegno di fine mandato: 6.300 euro per ogni anno da consigliere e per un massimo di 10 anni

Fondi complessivi per gli 8 gruppi: 300 mila euro l’anno, ridotti del 90%

I manager delle società partecipate dalla Regione avranno un stipendio massimo di 160 mila euro lordi l’anno
7.812 lordi al mese