Sulla sanità stiamo pagando le mancate scelte della giunta Tondo!
Larea vasta non funziona dal punto di vista organizzativo e lisontino ne sta pagando le conseguenze. Le scelte si facciano sulla base di criteri oggettivi non del peso politico
Già in sede di discussione della Legge Finanziaria Regionale avevo fatto presente all'Assessore Telesca come l’isontino, in passato, abbia già dato molto in termini di razionalizzazione dei servizi sanitari e del territorio, prima chiudendo gli ospedali di Grado e Cormons, e poi pagando in termini organizzativi e di servizi la previsione dell’Area Vasta con Trieste, scelta che finora ha giovato solo a Trieste (che ha una struttura amministrativa ed in parte sanitaria del personale sproporzionata rispetto a quella isontina).
Le mancate scelte sulla Sanità della Giunta Tondo degli ultimi cinque anni, l’applicazione delle normative nazionali in materia di riduzione della spesa e spending review, l’applicazione dei trasferimenti pro-capite sulla base dei costi standard stanno mettendo in seria difficoltà l’area vasta isontino-giuliana – in particolare l'Azienda Sanitaria Isontina – chiamata a dover operare con 12 milioni di euro in meno.
Dalla previsione dell’area vasta – Giunta Illy – si sapeva che questa scelta poteva essere un serio rischio (ma su questa trovo improbabile si ritorni indietro) ad oggi bisogna ragionare in questi termini migliorando l’organizzazione.
Ricordo poi che l'impegno che l'assessore Telesca si è presa in Consiglio è stato quello di verificare in sede di assestamento di bilancio eventuali perequazioni a favore dell’area giuliana.
La stessa Telesca, in dichiarazioni alla stampa di qualche giorno fa, ha confermato il proprio impegno a ridurre i doppioni regionali, mentre gli indirizzi gestionali dati dall'assessorato ai direttori generali delle ASS, per il 2014, sono quelli di ridurre i doppioni interni.
La legge Fasola prevede per la nostra provincia due ospedali di rete: partendo da tale assunto, vedremo nel merito le proposte della Direzione Generale isontina.
Quello che è certo però, di fronte agli allarmi provenienti dal territorio – alcuni realistici, altri più o meno buttati ad arte – è che le decisioni su come valorizzare le due strutture isontine dovranno essere fatte sulla base del rispetto dei parametri di tutela e sicurezza del cittadino, sulla maggiore attrattività, sulla specializzazione conseguita (che ne fanno strutture di riferimento regionale ed extra-regionale), sulla funzionalità ed efficienza di un Reparto rispetto ad un altro, indipendente da dove quella struttura si trova e dal peso politico “specifico” di ciascun ospedale o territorio all'interno dell’azienda, così come finora è sembrato troppe volte essere, e non certo a scapito di Gorizia.
Si inizi a potenziare la rete dei servizi sul territorio, che già oggi lavora molto bene con pochissime risorse.
Infine, pensare alla vendita del patrimonio inutilizzato per poter avere nuove risorse da poter spendere in nuove tecnologie.
Un’ultima considerazione politica: su tali questioni si superino gli steccati territoriali e politici.
E’ positivo che su questo tema i consiglieri di Cambiamo Monfalcone Blasig e Fasola (oggi all'opposizione) ed i tre Sindaci di Monfalcone, Ronchi e Staranzano abbiano trovato, sui contenuti di tali temi, una posizione comune.
Diego Moretti – consigliere regionale PD