«Visto che è stato ritardato l’obbligo di dismissione, almeno si prendano provvedimenti immediati per incoraggiare comportamenti virtuosi»
Ludopatia: Conficoni (Pd), dopo proroga rimozione slot machine, Regione perlomeno affianchi Comuni nel contrastare piaga sociale
TRIESTE 24.08.20 «Dopo la preoccupante e inopinata proroga di un anno del termine per la rimozione delle slot machine dai luoghi sensibili, voluta da Lega e da tutto il centrodestra, la Regione si impegni affinché vengano adottate da quanti più Comuni le misure per prevenire la grave piaga sociale della ludopatia». A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, componente della 3ª commissione Salute a margine di un'interrogazione attraverso la quale ha chiesto alla Giunta regionale di chiarire lo stato di attuazione della lr 1/2014 “Disposizioni per la prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo”. «Dalla risposta dell'assessore è emerso che solo 81 Comuni su 215 hanno predisposto un elenco dei luoghi sensibili presenti sul territorio, appena 42 hanno attuato una limitazione degli orari di funzionamento della macchinette e addirittura solo sei hanno applicato sanzioni amministrative previste dalla legge. Numeri ancora troppo bassi considerato l'impatto negativo e purtroppo in molti casi devastante che la ludopatia ha su persone e intere famiglie. La richiesta di supportare i Comuni oggi appare purtroppo anacronistica se si considera l'assurdo provvedimento voluto pochi mesi fa da Lega e centrodestra con il quale è stato prorogato di un anno del termine entro cui rimuovere le slot machine collocate a meno di 500 metri di distanza da luoghi sensibili come scuole e centri giovanili, previsto dalla legge regionale 1 del 2014. Nella stessa legge – ricorda ancora Conficoni – comunque è previsto che venga approvato un regolamento (fin'ora ignorato anche se previsto con una modifica normativa del 2017) propedeutico all’introduzione di incentivi volti a favorire l’eliminazione delle slot machine. Visto che è stato ritardato l'obbligo di dismissione, almeno si prendano provvedimenti immediati per incoraggiare comportamenti virtuosi. Non si possono abbandonare le persone fragili e far pagare loro il conto di una recessione che ha indebolito tutti».







