La proroga di un anno del termine entro cui rimuovere le slot machine collocate a meno di 500 metri di distanza da luoghi sensibili come scuole e centri giovanili, previsto appunto dalla legge regionale 1 del 2014, è stata davvero un brutto segnale
«La proroga di un anno del termine entro cui rimuovere le slot machine collocate a meno di 500 metri di distanza da luoghi sensibili come scuole e centri giovanili, previsto appunto dalla legge regionale 1 del 2014, è stata davvero un brutto segnale». Questa norma, concepita nella precedente legislatura dal centrosinistra, spiega Conficoni «prevede che anche i Comuni facciano la loro parte nel contrasto al gioco d'azzardo e alla ludopatia, attraverso la definizione dei luoghi sensibili nelle vicinanze dei quali le slot o altre macchinette “mangia soldi” devono essere progressivamente dismesse, limitando anche il loro orario di funzionamento. Peccato che l'ultima relazione dell'Osservatorio sulle dipendenze (pubblicata lo scorso anno) ha evidenziato che solo 73 Comuni su 215 hanno risposto positivamente al sondaggio sulla reale applicazione del provvedimento promosso nel gennaio del 2018 dalla Direzione salute. Da allora a oggi sicuramente ci sono state nuove adesioni ma, dopo la concessione della deroga, è necessario spingere sul versante della prevenzione anche emanando il regolamento propedeutico all’introduzione di incentivi volti a favorire l’eliminazione delle slot machine. Non si possono abbandonare le persone fragili e far pagare loro il conto di una recessione che ha indebolito tutti».







