Proposte già bocciate dalla Corte, il csx ha fatto norme concrete
«Ma come possono essere credibili delle proposte che si basano su contraddizioni così evidenti? I due consiglieri propongono il criterio dei 5 anni di residenza sostenendo che si tratta di un percorso attuabile in base “alla sentenza della Corte costituzionale”. Ricordo ai due consiglieri che nel 2011 la suprema Corte aveva cassato la normativa Fvg che prevedeva i 36 mesi di residenza per accedere alle prestazioni “sociali”. Il tempo non ha cambiato le cose tanto che, sempre la Corte con una sentenza dell'aprile di quest'anno, che ha riguardato la Regione Veneto ha stabilito che «mentre la residenza costituisce, rispetto a una provvidenza regionale, “un criterio non irragionevole per l’attribuzione del beneficio” (sentenza n. 432 del 2005), non altrettanto può dirsi quanto alla residenza protratta per un predeterminato e significativo periodo minimo di tempo (nella specie, quinquennale)» sostiene Moretti.
«Mentre sul tema assistiamo alla sfida tra Fdi, Lega e Fi, attribuendosi quindi il primato di slogan e spot non seguiti da fatti reali, va ricordato che il centrosinistra è l'unico che ha fatto qualcosa di concreto con l'introduzione (con il decreto del presidente della Regione n. 208 del 26 ottobre 2016 sull'edilizia sovvenzionata) del divieto di possedere alloggi (ovunque in Italia o all'estero) per chi chiede una casa popolare, di criteri premiali per chi risiede da più anni in regione e per chi è da più anni in graduatoria».







