Selvaggina: Mentil (Pd), prima verificare se serve il centro in Carnia

Pubblicato il martedì 15 Set 2026

 

Trieste, 15.09.26 – «Prima di spendere 1,2 milioni di euro di risorse pubbliche per un nuovo centro di lavorazione della selvaggina, la Regione deve dimostrare che quell’investimento sia davvero necessario, sostenibile economicamente e rispondente alle esigenze del territorio». Lo afferma il consigliere regionale Massimo Mentil (Pd), replicando alla risposta all’interrogazione attraverso la quale chiedeva alla Giunta regionale chiarimenti sul progetto per la realizzazione del centro di lavorazione della selvaggina in Carnia

«Dalla risposta dell’assessore Bini emerge che il Cosilt non ha ancora presentato l’istanza formale di contributo anche se manca chiarezza sul futuro centro, che l’assessore sostiene non sia stato ancora individuato, mentre le voci sul territorio pare dicano altro. È stata avviata una manifestazione di interesse per individuare un immobile da acquistare, con proposte presentabili fino al 24 settembre», prosegue Mentil.

Per il consigliere dem, però, «il tema non può essere ridotto alla ricerca di un immobile. Se esiste una struttura da acquisire e adeguare, 1,2 milioni di euro possono avere una loro logica; se invece si pensa a una realizzazione ex novo, la cifra rischia di essere insufficiente. Ma prima ancora va verificata la sostenibilità economica dell’attività».

Mentil richiama inoltre l’esperienza del centro realizzato a Pontebba (inaugurato due anni fa e ancora non avviato) e chiede di valutare «quale sia l’effettiva domanda del territorio e del mondo venatorio, ascoltando gli addetti ai lavori e considerando anche il sistema già esistente, comprese le celle refrigerate presenti in molte riserve di caccia della Carnia». Inoltre, sottolinea ancora il consigliere dem, «anche da parte del distretto venatorio non risulta che sia giunta alcuna sollecitazione per la realizzazione del centro».

Prima di impegnare definitivamente queste risorse, conclude Mentil, «la Regione verifichi non solo dove realizzare il centro, ma se sia realmente necessario, economicamente sostenibile e dimensionato sulle effettive esigenze del territorio».

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