Scuola: Fasiolo (Pd), superare bonus, servono misure strutturali

Pubblicato il martedì 04 Ago 2026

 

Trieste, 04.08.26 – «Il calo demografico che sta investendo il sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia è ormai un fenomeno strutturale e non può essere affrontato con bonus e misure tampone. I numeri resi noti dall’Ufficio scolastico regionale sono drammatici e confermano una tendenza che conosciamo da tempo: per invertire il trend servono politiche complesse e di lungo periodo». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd) commentando i dati sul calo della popolazione scolastica del Fvg e le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen.

«I sostegni alle famiglie possono essere utili, ma non bastano a contrastare l’inverno demografico. Servono servizi per la prima infanzia, welfare, sostegno all’occupazione femminile, congedo paritario e welfare aziendale. È su questo insieme di politiche che bisogna intervenire con una strategia strutturale, sulla quale la Regione è in ritardo».

Secondo Fasiolo, «sul fronte della scuola il calo degli studenti non può significare semplicemente chiudere o accorpare le classi. Il Friuli Venezia Giulia deve insistere con il ministro per ridurre il numero di alunni per classe. È una scelta che consentirebbe non solo di mantenere una presenza scolastica più diffusa, ma anche di migliorare la qualità dell’istruzione, con maggiore attenzione ai singoli studenti e percorsi formativi più personalizzati».

La consigliere insiste sul fatto che non va perso di vista questo obiettivo: «non soltanto salvare le classi, ma costruire una scuola migliore, più inclusiva e capace di rispondere anche alle esigenze degli studenti di origine straniera, rafforzando l’insegnamento della lingua e della cultura italiana e favorendo una vera integrazione».

La specialità del Friuli Venezia Giulia, continua, «deve essere fatta valere anche nei confronti del Governo, anche a tutela delle minoranze linguistiche. E proprio in una fase di forte calo degli studenti va valutata con attenzione la scelta di progettare nuovi campus, come quelli ipotizzati a Monfalcone e Gorizia. Prima di costruire nuovi contenitori dobbiamo rendere più attrattive le strutture esistenti e ragionare sugli edifici che rischiano di rimanere vuoti. Anche le risorse del Pnrr vanno utilizzate con lungimiranza. La risposta alla crisi demografica non può essere inseguire il calo degli studenti, ma investire in una scuola di maggiore qualità e in politiche strutturali capaci di rendere il nostro territorio più attrattivo per studenti e famiglie».

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