Scuola: Fasiolo (Pd), educazione socio affettiva sempre più urgente

Pubblicato il lunedì 19 Gen 2026

 

Trieste, 19.01.26 – «L’accoltellamento avvenuto nella scuola “Chiodo” di La Spezia, segnala l’attualità della mozione e dell’ emendamento, da me presentati e respinti a priori in finanziaria, sull’educazione socio affettiva. Come pure segnala l’emergenza di un servizio di psicologia scolastica, servizio oggi indispensabile, sul quale ho presentato una proposta di legge». Lo afferma la consigliera regionale Laura Fasiolo (Pd), già dirigente scolastica e formatrice di docenti e dirigenti, dopo i fatti di cronaca nera a La Spezia.

«Più volte, l’ultima la scorsa settimana, avevo presentato interrogazioni e mozioni ponendo un allarme sull’urgenza di porre soluzioni di prevenzione nelle scuole a partire dal livello di scuola dell’infanzia e primaria». Se il bullismo scoppia nella scuola media, continua Fasiolo, «oggi vediamo quel settore di bisogni complessi e diffusi del tutto scoperto, per la mancata adozione di una legge sulla presenza del servizio di psicologia scolastica che aiuti i docenti e le famiglie, ma soprattutto gli adolescenti ad affrontare la complessità degli ingorghi emozionali. L’educazione all’affettività, al riconoscimento e al controllo delle proprie emozioni, l’immedesimarsi nel “sentire” dell’altro, aiuta l’adolescente all’autocontrollo, ne sviluppa l’empatia, previene sul campo fenomeni di degenerazione e bullismo». Secondo la consigliera dem, «il Bonus psicologo rappresenta un aiuto, ma modesto e indiretto alla persona, poco continuativo ed efficace quando le problematiche si manifestano ed esplodono nel contesto scolastico, ed è lì che sono leggibili e controllabili». È in questo modo, prosegue Fasiolo nel suo ragionamento, «che la scuola regionale può meglio spendere i suoi soldi, è in questo modo, non attraverso l’aiuto bonus, che gli adolescenti li aiuta davvero. Le soluzioni punitive paventate oggi da Valditara rischiano di ripetere i fallimentari modelli americani, con regole e controlli che rischiano di minare libertà e diritti senza rimuovere le cause profonde del disagio giovanile”». In conclusione, sintetizza, «strumenti di prevenzione nelle scuole, servizi con varie competenze nei consultori con punti di ascolto giovani, carenti in Fvg quando non anche assenti, operatori di strada, interventi educativi e di sensibilizzazione nella scuola sarebbero le vie concrete ed efficaci sul territorio regionale e nazionale sulle quali stendere tappeti di velluto per una Buona Scuola: ben altra cosa rispetto a misure simboliche e restrittive, la cui inefficacia è stata testata in abbondanza».

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