Trieste, 24.10.26 – «Il confronto sulla sanità non può fermarsi alla teoria: servono dati e risposte concrete su come vengono assistiti i cittadini. Nessun passo indietro rispetto alle nostre posizioni: in Friuli Venezia Giulia si è continuato a tagliare posti letto contro ogni evidenza epidemiologica e socio demografica e in disallineamento con gli indicatori nazionali. Questi numeri descrivono scelte che contestiamo fermamente e che peraltro non sono state mai esplicitate né chiarite. In Fvg nel silenzio più totale e senza nessuna trasparenza è stato chiuso l’equivalente di un ospedale e questo ci porta ad essere, per numero di ospedali, posti letto e tasso di ospedalizzazione sotto ogni standard nazionale e molto distanti dalle regioni più efficienti, che hanno dati molto migliori dei nostri sugli indicatori che valutano la qualità delle risposte ai cittadini, come attestato anche in questi giorni da Agenas». Lo affermano i consiglieri regionali del Pd Manuela Celotti e Diego Moretti, replicando alle considerazioni dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi sulla riduzione dei posti letto.
«Si è parlato di accentramento dell’alta specialità, ma intanto sono stati ridimensionati reparti fondamentali come la medicina interna e gli ospedali spoke, senza potenziare parallelamente le cure intermedie. Per noi questo non è efficientamento, ma un disequilibrio che rischia di lasciare senza risposte appropriate i pazienti».
Il punto, secondo i due consiglieri dem, «non è difendere l’ospedale sotto casa, ma garantire una rete capace di accompagnare le persone nei diversi bisogni di salute. Prima di ridurre i posti letto bisognava rafforzare la sanità territoriale, che oggi è in difficoltà, con migliaia di cittadini senza medico di medicina generale e le case della comunità che sono ben lontane dall’aver raggiunto gli obiettivi ministeriali, e le cure intermedie, che secondo i dati regionali hanno registrato una contrazione dei posti disponibili e degli accessi. L’assistenza domiciliare da sola, inoltre, non può sostituire i servizi ospedalieri».
Celotti e Moretti annunciano quindi nuove richieste di dati alla Regione, a partire dal fenomeno del boarding, e cioè dei pazienti “fermati” in osservazione anche oltre le 24 ore negli spazi dei pronto soccorso a causa della indisponibilità di posti letto negli altri reparti, e dagli accessi ripetuti e ravvicinati al pronto soccorso per lo stesso problema sanitario, con particolare attenzione alle persone anziane.
«La prossimità significa anche evitare che fragilità e difficoltà organizzative ricadano sulle famiglie. Una persona anziana che deve affrontare un viaggio da Resia a Udine per un intervento, o i familiari costretti a spostarsi per assisterla, raccontano disagi che non si colgono guardando soltanto gli indicatori». Dopo otto anni di governo, concludono, «la Giunta deve smettere di annunciare potenziamenti e deve coincidere a rendicontare le scelte fatte. Chiediamo di fermare il depotenziamento degli ospedali spoke e di passare dalle promesse ai fatti sulle cure intermedie».


