Trieste, 27.10.26 – «La lettera che è stata inviata dalle due associazioni dell’Alto Friuli merita tutta la nostra attenzione. È inaccettabile che venga messa in dubbio l’onestà intellettuale di oltre 18mila cittadini e cittadine e che venga svilita l’iniziativa di due associazioni che da decenni sono impegnate nel supporto e nell’accompagnamento delle persone con problematiche oncologiche, che hanno promosso la petizione». Lo affermano i consiglieri regionali Manuela Celotti e Massimo Mentil (Pd), commentando la lettera che la presidente Andos Comitato di Tolmezzo odv, Sonia Piller Roner e la presidente dell’associazione Oncologica Alto Friuli odv, Silvia Cotula hanno inviato al presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, al direttore generale di Asufc, Denis Caporale e al direttore della soc direzione medica di Tolmezzo, Alessandro Conte per stigmatizzare le parole dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, in occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi dedicati alla soc di Oncologia nella sede di Tolmezzo del presidio ospedaliero, lo scorso 19 ottobre 2026.
Evidentemente, continuano, «hanno la colpa di essersi permesse di fare quello che si fa in ogni paese democratico, cioè chiedere conto delle scelte di chi governa. Ma evidentemente in Friuli Venezia Giulia tutto questo viene considerato “lesa maestà”. Rigettiamo questa sorta di imposizione del pensiero unico e chiediamo che le istituzioni, a partire dal Consiglio regionale, stigmatizzino con forza l’atteggiamento grave di un rappresentante della Giunta e chiediamo che questa importante petizione venga esaminata, dopo quasi un anno dalla consegna delle firme al presidente del Consiglio e dopo la scadenza di tutti i termini previsti dal regolamento per la sua dovuta trattazione».
Celotti e Mentil «ritengono già assolutamente grave il fatto che quasi 20 mila cittadini non abbiano ancora avuto risposta dopo un anno dalla sottoscrizione di una petizione, ma questo è purtroppo perfettamente in linea con le prassi del Consiglio regionale, visto che ci sono moltissime petizioni ancora inaffrontate, e riteniamo altresì grave nessuno abbia ancora risposto nel merito delle domande poste».
E poi, continuano , «l’assessore non può permettersi di svilire l’iniziativa di due associazioni che da decenni si occupano del supporto alle persone con problematiche oncologiche, e che legittimamente si preoccupano per i servizi del loro territorio e lo fanno nel rispetto dei ruoli istituzionali e degli strumenti democratici della nostra regione. Atteggiamenti che denotano evidentemente una difficoltà dell’assessore rispetto alle domande poste e alle scelte fatte, visto che per motivare la chiusura della chirurgia senologica a Tolmezzo, decisa a fine 2024, si continua a citare il dato dei reinterventi contenuto nel Pne 2025, che risale a ben un anno dopo». L’assessore, concludono, «entri nel merito e cominci a rispondere ai cittadini e alle cittadine per conto dei quali da otto anni, come assessore esterno nominato dal presidente Fedriga, sta amministrando la sanità di questa regione».


